Significati

Dal mio diario di qualche anno fa.

È bello spiegare Aristotele: la Metafisica è un piacere.
Spiego l’origine del nome – tranquilli, ve la risparmio – poi navigo verso i significati dell’essere. La prendo alla larga. Chiedo se conoscono parole dal significato equivoco. «Pesca» dice Baretti. Poi subito si corregge: «Però c’è una differenza di pronuncia».
Li soccorro io. «Se un cacciatore dice all’altro: “Alza il cane”, questo prenderà in braccio il setter irlandese?»
«No, alzerà il cane del fucile».

Film I Tartassati - Totò con un cane in braccio

«E se passeggiando la sera sotto il cielo stellato, a braccetto con mia moglie, le dico: “Cara, guarda il Cane” voglio mostrarle il pastore tedesco del vicino?»
«E cos’altro se no?»
«La costellazione».
«Vi viene in mente altro?»
«Il toro: animale, costellazione, segno zodiacale. Il cancro… brrr».
Hanno capito.
Sul significato univoco taglio corto: c’è sempre la possibilità di equivocare con verbi e sostantivi. Per oggi facciamo finta che otorinolaringoiatra non ci faccia correre rischi.
Infine i significati che hanno un rapporto di analogia. L’esempio è quello classico: sano.
«Se dico “Baretti è un ragazzo sano”, che cosa voglio dire?»
«Che gode di buona salute».
«E se dico “La soia è un cibo sano” voglio dire che la soia gode di buona salute?»
«Vuol dire che fa bene alla salute, che aiuta a non ammalarsi».
«E una medicina sana?»
«Aiuta a recuperare la salute».
«Ora, se io uso parole con significati equivoci in un ragionamento, questo sarà valido?»
«Esempio?»
«Il cane abbaia, il fucile ha un cane, dunque il fucile ha qualcosa che abbaia».
«Ragionamento sbagliato, non sono la stessa cosa».
«E se usiamo parole con significato analogo?»
«Beh, è ovvio. Se il significato è diverso, anche se simile, il ragionamento non fila».
Per oggi basta. L’essere in quanto essere aspetterà.

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