Esami, esami!
Riunione in seduta plenaria delle tre commissioni del Liceo Scientifico.
Presiede la professoressa Adriana Abriani, Dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore «Benini» di Melegnano. Dall’ultima volta che l’ho vista si è ridotta alla metà, ma l’impegno e l’amore che porta alla scuola sono rimasti grandi: siamo fortunati.
Tutto procede in modo veloce ed efficiente.
Dopo la seduta plenaria, ogni commissione si riunisce separatamente.
Quando tocca alla B, non c’è neanche la consueta discussione su chi dovrà fare il segretario e redigere i verbali: son già tutti d’accordo nel sostenere che tocca a me, perché so usare il computer. A volte il saper fare è una condanna. Non sto nemmeno a dire che qualcuno potrebbe sfruttare un’ottima occasione per imparare: il risultato non cambierebbe. Pazienza, l’importante è che si lavori serenamente e questo sembra garantito.
Tutti gli articoli di Angelo Paganini
Fine settimana, pane e poesia
Sto viaggiando in auto verso il paese dove è nata mia moglie quando l’insegna di un piccolo negozio richiama la mia attenzione: “Il poeta panettiere”. L’ho vista, indifferente o con un po’ di sufficienza, per decine, forse centinaia, di volte. Ma oggi cattura la mia mente nel suo quieto gorgo. É bello pensare che il lavoro sia poesia; non soltanto labor, travaglio e fatica, ma poiesis, produzione e creazione. Mi sovviene, però, che il nostro panettiere è poeta perché accompagna il pane con poesie, spesso stampate sui sacchetti. E così, travolto dal delirio, mi immagino i suoi versi:
T’amo pia biova; e mite un sentimento
Di pace e sazietà al cor m’infondi
O che solenne come un nutrimento
Tu allieti i deschi liberi e giocondi.
O ancora
Spesso, o sfilatino, ti ho incontrato
Col bel prosciutto che ti invoglia
Con la lattuga fresca in foglia
Condita, unisce il dolce ed il salato
Per fortuna la fame mi strappa alla follia. Mi fermo a comperare il pane. Per questa volta farà rima con salame.
Diario
Giorni di scrutini.
Spostando un banco cade il diario dimenticato da uno studente e rimane aperto. Impossibile non leggere:
«Non ci servono nuovi programmi per la scuola, non ci servono nuovi argomenti o nuove materie da studiare. Quelli che ci sono vanno bene. Non si tratta di abolire il latino e la filosofia per studiare il tedesco e la tecnica d’impresa. Sono falsi problemi. É inutile perdersi in febbrili e frettolose ansie riformatorie. Perché questa frenesia di riformare la scuola?
I programmi attuali sono buoni, le materie da studiare sono più che sufficienti.
Non ci servono nuovi programmi, non ci servono nuove materie. Basta non studiare quelle che ci sono! »
Lunedì mattina
La domenica è passata (per fortuna). Rieccomi a scuola. In quarta X mi accoglie uno strano serraglio di animali: Madau fa il merlo indiano, Zelli fa la paperella, Sinetta ulula come un licantropo (e non son neanche giorni di luna piena) Sedani fa Sedani e, soprattutto, Zoppi fa Zoppi. La scuola fa (veramente) male.
Non appena riesco, la classe non è acqua, ad ottenere l’attenzione di tutti e mi accingo ad uno show sull’etica tomista, una vespa entra dalla finestra. «O natura, natura, perché non rendi poi quel che prometti allor? Perché di tanto inganni i figli tuoi?»
Potrei spiaccicare l’insetto molesto con un sol colpo d’elastico, ma è roba d’altri tempi. Mi tocca, con complicate manovre e tanta dolcezza fargli riguadagnar l’aere aperto.
Poi, con voce tonante: «La vespa non c’è più, ma il Paga è sempre qui!». Sono invecchiato di un secolo, ma la lezione può iniziare.
Soddisfazioni
É una soddisfazione veder crescere nei propri alunni la consapevolezza storica ed il coraggio delle verità controcorrente. così serberò sempre grato ricordo della mia alunna Lara Pugni, della quarta X che, sola, ha osato sfidare le ipocrisie e le convenzioni della cultura dominante.
Ha avuto il coraggio di scriverlo a chiare lettere nel suo compito: «Da 140 anni c’è nel nostro paese una guerra contro la religione cattolica. (…) Si toccò il culmine quando con la mano morta si operò una vera e propria espropriazione dei beni ecclesiastici».
Davvero non ho lavorato invano…
La Terza E nella terra dei Cavalli 2
La terza E ha arricchito con fotografie l’articolo già pubblicato (vedere nella sezione “vita scolastica”) ed ha, inoltre, preparato una presentazione Powerpoint sullo stesso tema.
Scarica la presentazione sul viaggio di Istruzione in Camargue in formato compresso (14 Mb)
Isole – nuovo sito della seconda B ITC
https://www.istitutocalvino.edu.it/studenti/siti/isole/index.htm
Atmosfera magica quella delle isole della seconda B dell’ITC.
Un percorso alla scoperta della geografia dell’anima.
Merita una visita.
Altro che Voltaire!
Entrando in sala professori mi colpisce la vista di Sergio Cuffietti, il collega di storia e filosofia del corso X. Sta singhiozzando con la testa china sul tavolo.
Accorro preoccupato. Che gli sia successo qualcosa in famiglia?
Poi capisco. Sta piangendo di commozione. Ha scoperto il genio di un suo alunno che, ben oltre Voltaire, ha trovato il coraggio di denunciare nefandezze della Chiesa sino ad ora tenute nascoste.
Incurante delle conseguenze, lo ha scritto a chiare lettere nel suo compito di storia: «Nel Trecento, migliaia di morti furono ripetutamente provocati dalle eucaristie!»
Abbraccio il fortunato collega e mi abbandono a mia volta ad un pianto commosso.
Interrogazioni di fine anno
Interrogazioni di fine anno. Ne sento di tutti colori.
Poi mi dicono: «Ma professore, ho studiato come un pazzo!».
E non posso neanche rispondere: «Si vede…»
Il Cardinale Robespierre
Ore 8,15 terza X – Interrogazione di Filosofia. Argomenti: Epicuro, Stoici, Scettici, Plotino, Agostino. La signorina Tenacci, studiosa e diligente, cerca di instradarmi dichiarando quanto le sia piaciuto Epicuro. Penso dentro di me che sia troppo facile per lei, che vive in una reggia di ventiquattro stanze, dichiarare ammirazione per Epicuro che vedeva il massimo del piacere nel campare di pane e cipolla senza troppi fastidi. Comunque, siccome son chiare le sue intenzioni, le comunico che sono incorruttibile come Robespierre e lei, giungendo al massimo della captatio benevolentiae, rincara: «Sì, professore. Anche a me piacciono tanto le avventure di d’Artagnan e del cardinale Robespierre!». Per fortuna, dal fondo, si leva il grido di Sele: «Scema, si dice cardinale Ruceliò!».
Mi soccorresse l’oblio…
