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Mens sana in corpore sano

In data 6 giugno 2010 si è disputata la fase finale del torneo F.A. CUP CALVINO vinto dalla classe 5B del liceo. La classe ha battuto nei quarti di finale la 3C Itc, in semifinale la 5F, favorita del torneo e, in finale la 4D del capocannoniere De Angeli, dimostrando di avere non solo cervello ma anche cuore, polmoni e tanta classe. Si ringraziano Giulia, Francesca, Ylenia, Eleonora e Davide per aver sostenuto la squadra durante tutte le partite.

La classe 5B Liceo
La classe 5B Liceo con la coppa

sempre la classe 5B Liceo con la coppa

La Carta dello Studente- versione 2.0

Ciao a tutti!! Vorrei informare il preside che è in corso il bando per
poter ricevere le nuove carte dello studente dell’iniziativa “io studio”.
Sul sito ho letto che vi sono tante altre agevolazioni, comprese
promozioni TIM e VODAFONE.
Pregherei il Preside di dare un’occhiata al link sottostante
http://iostudio.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/e12311c2-ee5b-11de-81c0-8f213b98cd64/Lettera%20-%20Bando%20Versione%202.0.pdf

Grazie e Buone Feste!

PS: il bando scade il 16 Gennaio

Il nostro Istituto al Tg5!!

Ciao a tutti!!
Ho appena visto il servizio del Tg5 sul nostro Istituto e ne sono rimasta sorpresa, perché non ne sapevo niente fino a 5 minuti fa, ma nello stesso tempo amareggiata per l’argomento in questione: la solita e ridondante riforma sui “fannulloni” del ministro Brunetta.
Ero talmente emozionata nel vedere il mio Istituto al telegiornale, che non sono riuscita a capire quello che diceva il nostro preside Marco Parma, impeccabile come sempre, durante l’intervista!!
Credo di aver percepito solo che molte bidelle si sono assentate per un lungo periodo di tempo per evitare le pulizie esterne (più che necessarie a parer mio) dell’Italo Calvino.
Non sono, in ogni caso, molto sicura di quello che ho appena detto.
Sono ben accetti, se possibile, chiarimenti a riguardo.
Grazie, spero riusciate a vederlo tutti voi,
ciao!!
Ciao a tutti!

1881: l’Expo di Milano. Nasce l’Italia industriale

Esattamente 128 anni fa veniva inaugurato l’Expo Nazionale di Milano.
Il 5 maggio del 1881 il re Umberto I e la regina, da soli tre anni al trono, parteciparono all’inaugurazione della prima grande fiera di Milano: un avvenimento che segnò per l’Italia una nuova epoca.
Gli italiani erano in tutto circa 20 milioni, di cui il 60% analfabeti. Vaste erano le sacche di povertà, ma il progresso sembrava bussare alle porte: la nazione aveva bisogno di un’esposizione per valorizzare le sue potenzialità economiche.
La mostra rimase aperta per sei mesi e visitatori superarono il milione, con punte di 25000 ingressi al giorno. L’Italia era uno Stato indipendente da soli vent’anni e non aveva ancora completato la sua unità. La grande fiera di Milano fu un miracolo economico per la giovane nazione.

Gli espositori del nucleo centrale della fiera, dedicato all’industria, furono in totale 7000, soprattutto lombardi.
Moltissimi furono gli stand dedicati alla giovane industria delle macchine. I visitatori poterono ammirare il gigantesco stand della ditta Elvetica, futura Breda, che produceva grandi macchine utensili.
Il settore chimico stava facendo i primi passi, ma a Milano esposero già i loro prodotti la Carlo Erba e la Pirelli, che produceva al momento un nuovo materiale, il caucciù.
Würher, Poretti e Metzger presentavano le diverse lavorazioni della birra; Branca, Bisleri e Buton offrivano amari e digestivi.
Un enorme reparto era riservato alle pregiate confezioni tessili della Fratelli Bocconi. Frette e Borsalino offrivano abbigliamento di lusso.
L’Italia si avviava sulla strada dell’industrializzazione, ma con evidenti punti deboli:

  • la carenza di fonti d’energia e di materie prime
  • mancavano imprese di grandi dimensioni.

L’inaugurazione dell’Expo milanese non si concentrò solo nella zona fieristica della città, ma fu vissuta con grande euforia anche per le strade di Milano. Il Teatro alla Scala, la sera del 6 maggio, mise in scena il Ballo Excelsior, al cospetto del re e della regina, mentre il 25 maggio debuttò la nuova versione del Mefistofele di Boito.
Vennero organizzate mostre d’arte e lotterie.

Molti furono i commenti positivi sull’Expo di quell’anno. Il Gazzettino Rosa lo definì “la grande festa del lavoro italiano”.
Le critiche riguardarono soltanto aspetti marginali:

  • la forma a pagoda dei padiglioni
  • la vicinanza tra lo stand alimentare e quello dei profumi esotici: immaginate il miscuglio di odori.

In ogni caso Milano venne incoronata “capitale economica” d’Italia. Un ruolo che non avrebbe più abbandonato.