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“Il giorno prima della felicità” Erri De Luca

FrontespizioNon voglio spoilerare neanche un briciolo della storia di questo racconto, perché voglio incitarvi a leggerlo; mi limito semplicemente a condividere quello che è emerso per quanto riguarda il concetto di felicità.
Il primo personaggio che parla di felicità è Don Gaetano, quando riporta allo Smilzo i pensieri dell’ebreo a cui aveva concesso un nascondiglio nel suo palazzo durante la seconda guerra mondiale. Don Gaetano racconta di questo uomo, sopravvissuto al peggio, che il giorno di capodanno gli chiese il favore di processare un rito della sua religione per lui, che non poteva uscire allo scoperto: andare a riva e buttare nell’acqua una pietra (simbolo di liberarsi dalle colpe). L’ebreo aveva detto: “Voglia il nostro che oggi sia il giorno prima della felicità”, e il giorno dopo, quella città che fino ad allora era stata occupata dai tedeschi e che lo aveva costretto a campare sottoterra, era libera.
In questo primo passaggio la felicità è intesa come libertà, anche se quest’ultima durante il romanzo si declina più di una volta negativamente.
Dopodiché lo Smilzo riprende la medesima citazione alla fine di una partita di calcio, dove uno degli avversari gli aveva rotto il naso ed era andato da lui a scusarsi. Lo smilzo rispose: “Sono cose che capitano il giorno prima della felicità” con il pensiero di Anna fisso nella testa.
Per lo Smilzo Anna e la felicità avevano qualcosa in comune, perché l’unica cosa che conosceva di entrambe era il nome, per il resto erano ignote.
La prima volta che Anna e lo Smilzo fanno l’amore, è Anna che conduce ogni mossa e nel farlo sembra una forza della natura, energia pura. Continua la lettura di “Il giorno prima della felicità” Erri De Luca

Malala: simbolo della forza

locandina del film

A volte le parole non bastano per esprimere quello che un film ti può trasmettere. In particolare se la storia è reale e la protagonista è una tua coetanea.
Non può una storia come quella di Malala scivolarti addosso lasciandoti indifferente.

Scrivere qualcosa su Malala è abbastanza complicato ma ci proveremo.
Anche Malala ha provato ed è diventata simbolo di coraggio poiché è riuscita a metterlo in tutte le cose di cui ne avevano poco se non nulla.
Ha lottato senza arrendersi fino ad arrivare al premio Nobel.
E l’abbiamo vista crescere ed evolversi piano piano in silenzio come quando il bruco muta e diventa farfalla in modo doloroso e quiete ma al contempo stupendo e da lasciar a bocca aperta.

Tenteremo di raccontarvi di Malala, il che è difficile ma rischieremo come lei ha fatto ogni giorno.
Ha rischiato di morire perdendo quella grande speranza che ha saputo contraddistinguere una ragazza normale come lei che nonostante abbia pochi anni più di noi ha fatto così tante cose che probabilmente a noi non ci basterebbero i fogli del libro della nostra vita per riscriverle.

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L’altra sete

Alice Torriani, uscita dal nostro liceo nel 2003 con il massimo dei voti, già nota come attrice di teatro, cinema e TV, ci stupisce con il suo primo romanzo: L’altra sete.

Siamo felici per il suo successo e lo sentiamo come se fosse anche un po’ nostro.

Grazie, Alice.

Alcune recensioni: La Repubblica, Culturiamo, Da Sapere, 40 Secondi.

http://youtu.be/SNpwn6WZIEI
Frontespizio del libro L'altra sete