{"id":1850,"date":"2009-05-24T09:58:41","date_gmt":"2009-05-24T08:58:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/2009\/05\/compito-a-casa\/"},"modified":"2023-07-01T13:29:01","modified_gmt":"2023-07-01T11:29:01","slug":"compito-a-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/2009\/05\/compito-a-casa\/","title":{"rendered":"COMPITO A CASA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo periodo denso di verifiche e interrogazioni, nel mezzo di quest\u2019orgia di numeri affannosamente annotati sul libretto (quando lo studente si degna di portarlo!) aggiungo questo compito assegnato da me personalmente: \u00e8 facoltativo e va svolto dopo aver finito le verifiche di tutte le materie.<br \/>Il compito \u00e8 il seguente:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Alla luce della sua breve o lunga esperienza nel nostro Istituto, commenti lo studente il seguente brano, liberamente adattato dal capitolo V dei \u201cPromessi Sposi\u201d, ed invii l\u2019elaborato all\u2019indirizzo di posta elettronica preside@istitutocalvino.it, specificando classe, sezione e indirizzo di studio.<br \/>Si suggerisce la lettura o il ripasso dei capitoli IV e V del romanzo manzoniano, prima dello svolgimento.<br \/>N.B.: Si accettano anche gli elaborati dei docenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;&#8221;- Con buona licenza di lor signori, &#8211; interruppe il Professor Rossi, il quale non avrebbe voluto che la questione andasse troppo avanti: &#8211; rimettiamola nel preside Parma; e si stia alla sua sentenza.<br \/>&#8211; Bene, benissimo, &#8211; disse la Professoressa Bianchi, alla quale parve cosa molto garbata di far decidere la questione al preside; mentre la Professoressa Conti, pi\u00f9 infervorata di cuore nella questione, si chetava a stento, e con un certo viso, che pareva volesse dire: siamo pazzi?<br \/>&#8211; Ma, da quel che mi pare d&#8217;aver capito, &#8211; disse il preside, &#8211; non son cose di cui io mi deva intendere: compito mio \u00e8 garantir la procedura.<br \/>&#8211; Solite scuse di modestia dei presidi; &#8211; disse il Professor Rossi: &#8211; ma non mi scapper\u00e0. Eh via! sappiam bene che lei non \u00e8 venuta al mondo gi\u00e0 preside, e che la scuola l\u2019ha conosciuta anche da professore. Via, via: ecco la questione.<br \/>&#8211; Il fatto \u00e8 questo, &#8211; cominciava a gridare la Professoressa Bianchi.<br \/>&#8211; Lasciate dir a me, che son neutrale, collega, &#8211; riprese il Professor Rossi. &#8211; Ecco la storia. Uno studente s\u2019arrabatta sul finale; arriva qui con quattro cinquemmezzi e un bel quattro in matematica: il consiglio di classe gli d\u00e0 cinque insufficienze e lo boccia. Ma essendo la famiglia in una situazione di difficolt\u00e0&#8230;<br \/>&#8211; Ben date, ben applicate, &#8211; grid\u00f2 la Professoressa Bianchi. &#8211; Fu una vera ispirazione.<br \/>&#8211; Del demonio, &#8211; soggiunse la Prof. Conti. &#8211; Non tenere conto delle difficolt\u00e0 della famiglia! Bocciare un ragazzo sfortunato! persona da sostenere e da aiutare! Anche lei, preside, mi dir\u00e0 se questa \u00e8 azione pedagogicamente corretta.<br \/>&#8211; S\u00ec, signore, perfettamente corretta, &#8211; grid\u00f2 la Professoressa Bianchi: &#8211; e lo lasci dire a me, che devo intendermi di ci\u00f2 che conviene a un docente di scuola superiore. Oh, se giudicassimo la famiglia, sarebbe un\u2019altra faccenda; ma una bocciatura non ammazza nessuno. Quello che non posso capire \u00e8 perch\u00e9 a qualche collega premano tanto le sorti d\u2019un fannullone.<br \/>&#8211; Io&#8230; &#8211; intervenne, stancamente, una docente che ancor non s\u2019era espressa: &#8211; son stufa di questa dotta disputa; e non ringrazio per niente quel lazzarone che ha dato occasione a una guerra d\u2019ingegni cos\u00ec aspra. E poi, a me non compete di dar sentenza: il Collega Rossi ha gi\u00e0 delegato un giudice&#8230; qui il preside&#8230;<br \/>&#8211; \u00c9 vero; &#8211; disse Rossi: &#8211; ma come volete che il giudice parli, quando i litiganti non vogliono stare zitti?<br \/>&#8211; Ammutolisco, &#8211; disse la Professoressa Bianchi. La Prof. Conti strinse le labbra, e alz\u00f2 la mano, come in atto di rassegnazione.<br \/>&#8211; Ah sia ringraziato il cielo! A lei, preside, &#8211; disse il Prof. Rossi, con una seriet\u00e0 mezzo canzonatoria.<br \/>&#8211; Ho gi\u00e0 fatte le mie scuse, col dire che non me n\u2019intendo, &#8211; rispose il preside, rendendo il bicchiere a una bidella.<br \/>&#8211; Scuse magre: &#8211; gridarono tutti: &#8211; vogliamo la sentenza!<br \/>&#8211; Quand\u2019\u00e8 cos\u00ec, &#8211; riprese il preside, &#8211; il mio debole parere sarebbe che non vi fossero n\u00e9 voti, n\u00e9 registri, n\u00e9 bocciature.<br \/>I docenti si guardarono l\u2019un con l\u2019altro maravigliati.<br \/>&#8211; Oh questa \u00e8 grossa! &#8211; disse la Prof. Bianchi. &#8211; Mi perdoni, preside, ma \u00e8 grossa. Si vede che lei non conosce il mondo.<br \/>&#8211; Lui? &#8211; disse Rossi: &#8211; me lo volete far ridire: lo conosce, cara collega, quanto voi: non \u00e8 vero, preside? Dica, dica, se non ha fatta la sua carovana?<br \/>In vece di rispondere a quest\u2019amorevole domanda, il preside disse una parolina in segreto a s\u00e9 medesimo: \u201cqueste vengono a te; ma ricordati, preside, che non sei qui per te, e che tutto ci\u00f2 che tocca te solo, non entra nel conto\u201d.<br \/>&#8211; sar\u00e0, &#8211; disse un supplente appena nominato: &#8211; ma il preside&#8230; come si chiama il preside?<br \/>&#8211; Marco Parma &#8211; rispose pi\u00f9 d\u2019uno.<br \/>&#8211; Ma, preside Parma, padron mio colendissimo, con queste sue massime, lei vorrebbe mandare il mondo sottosopra. Senza voti! Senza bocciature! Addio studi, addio scuola: impunit\u00e0 per tutti i mascalzoni. Per buona sorte che il supposto \u00e8 impossibile.<br \/>&#8211; Animo, collega Arcuri, &#8211; scapp\u00f2 fuori Rossi, che voleva sempre pi\u00f9 divertire la disputa dalle due prime contendenti, &#8211; animo, a voi, che, per dar ragione a tutti, siete imbattibile. Vediamo un poco come farete per dar ragione in questo al preside Parma.<br \/>In verit\u00e0, &#8211; rispose la prof. Arcuri, tenendo brandita in aria la penna, e rivolgendosi al preside, &#8211; in verit\u00e0 io non so intendere come il preside Parma, il quale \u00e8 insieme il perfetto dirigente e l\u2019esperto docente, non abbia pensato che la sua sentenza, buona, ottima e di giusto peso sui libri di psicologia o di pedagogia, non val niente, sia detto col dovuto rispetto, in una disputa nello scrutinio finale. Ma il preside sa, meglio di me, che ogni cosa \u00e8 buona a suo luogo; e io credo che, questa volta, abbia voluto cavarsi, con una celia, dall\u2019impiccio di proferire una sentenza.<br \/>Che si poteva mai rispondere a ragionamenti dedotti da una sapienza cos\u00ec antica, e sempre nuova? Niente: e cos\u00ec fece il nostro preside.&#8221;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo periodo denso di verifiche e interrogazioni, nel mezzo di quest\u2019orgia di numeri affannosamente annotati sul libretto (quando lo studente si degna di portarlo!) aggiungo questo compito assegnato da me personalmente: \u00e8 facoltativo e va svolto dopo aver finito le verifiche di tutte le materie.Il compito \u00e8 il seguente: Alla luce della sua breve &hellip; <a href=\"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/2009\/05\/compito-a-casa\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">COMPITO A CASA<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1850","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generale"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pbdfR-tQ","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1850"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1850\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15752,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1850\/revisions\/15752"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}