{"id":2045,"date":"2009-10-09T16:32:07","date_gmt":"2009-10-09T15:32:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/?p=2045"},"modified":"2024-01-25T20:47:17","modified_gmt":"2024-01-25T19:47:17","slug":"le-tre-metamorfosi-di-f-nietzsche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/2009\/10\/le-tre-metamorfosi-di-f-nietzsche\/","title":{"rendered":"Le tre metamorfosi di F. Nietzsche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho da poco iniziato a leggere <em>Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra<\/em> di Nietzsche su indicazione della professoressa Acciavatti. Sono rimasta colpita dal primo discorso di Zarathustra, quello sulle tre metamorfosi. Ho visto che \u00e8 gi\u00e0 stato trattato un argomento filosofico (la quinta via di San Tommaso) e allora ne ho approfittato per scrivere anche io!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riporto prima di tutto il testo:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa cammello, e il cammello leone, e infine il leone fanciullo. Molte cose pesanti vi sono per lo spirito, lo spirito forte e paziente nel quale abita la venerazione: la sua forza anela verso le cose pesanti, pi\u00f9 difficili a portare. Che cosa \u00e8 gravoso? domanda lo spirito paziente e piega le ginocchia, come il cammello, e vuol essere ben caricato. Qual \u00e8 la cosa pi\u00f9 gravosa da portare, eroi? cos\u00ec chiede lo spirito paziente, affinch\u00e9 io la prenda su di me e possa rallegrarmi della mia robustezza. Non \u00e8 forse questo: umiliarsi per far male alla propria alterigia? Far rilucere la propria follia per deridere la propria saggezza? Oppure \u00e8: separarsi dalla propria causa quando essa celebra la sua vittoria? Salire sulle cime dei monti per tentare il tentatore? Oppure \u00e8: nutrirsi delle ghiande e dell&#8217;erba della conoscenza e a causa della verit\u00e0 soffrire la fame dell&#8217;anima? Oppure \u00e8: essere ammalato e mandare a casa coloro che vogliono consolarti, e invece fare amicizia coi sordi, che mai odono ci\u00f2 che tu vuoi? Oppure e: scendere nell&#8217;acqua sporca, purch\u00e9 sia l&#8217;acqua della verit\u00e0, senza respingere rane fredde o caldi rospi? Oppure \u00e8: amare quelli che ci disprezzano e porgere la mano allo spettro quando ci vuol fare paura? Tutte queste cose, le pi\u00f9 gravose da portare, lo spirito paziente prende su di s\u00e9: come il cammello che corre in fretta nel deserto sotto il suo carico, cos\u00ec corre anche lui nel suo deserto. Ma l\u00e0 dove il deserto \u00e8 pi\u00f9 solitario avviene la seconda metamorfosi: qui lo spirito diventa leone, egli vuol come preda la sua libert\u00e0 ed essere signore nel proprio deserto. Qui cerca il suo ultimo signore: il nemico di lui e del suo ultimo dio vuol egli diventare, con il grande drago vuol egli combattere per la vittoria. Chi \u00e8 il grande drago, che lo spirito non vuol pi\u00f9 chiamare signore e dio? \u00abTu devi\u00bb si chiama il grande drago. Ma lo spirito del leone dice \u00abio voglio\u00bb. \u00abTu devi\u00bb gli sbarra il cammino, un rettile dalle squame scintillanti come l&#8217;oro, e su ogni squama splende a lettere d&#8217;oro \u00abtu devi!\u00bb. Valori millenari rilucono su queste squame e cos\u00ec parla il pi\u00f9 possente dei draghi: \u00abtutti i valori delle cose &#8211; risplendono su di me\u00bb. \u00abTutti i valori sono gi\u00e0 stati creati, e io sono &#8211; ogni valore creato. In verit\u00e0 non ha da essere pi\u00f9 alcun &#8220;io voglio&#8221;!\u00bb. cos\u00ec parla il drago. Fratelli, perch\u00e9 il leone \u00e8 necessario allo spirito? Perch\u00e9 non basta la bestia da soma, che a tutto rinuncia ed \u00e8 piena di venerazione? Creare valori nuovi &#8211; di ci\u00f2 il leone non \u00e8 ancora capace: ma crearsi la libert\u00e0 per una nuova creazione &#8211; di questo \u00e8 capace la potenza del leone. Crearsi la libert\u00e0 e un no sacro anche verso il dovere: per questo, fratelli, \u00e8 necessario il leone. Prendersi il diritto per valori nuovi &#8211; questo \u00e8 il pi\u00f9 terribile atto di prendere, per uno spirito paziente e venerante. In verit\u00e0 \u00e8 un depredare per lui e il compito di una bestia da preda. Un tempo egli amava come la cosa pi\u00f9 sacra il \u00abtu devi\u00bb: ora \u00e8 costretto a trovare illusione e arbitrio anche nelle cose pi\u00f9 sacre, per predar via libert\u00e0 dal suo amore: per questa rapina occorre il leone. Ma ditemi, fratelli, che cosa sa fare il fanciullo, che neppure il leone era in grado di fare? Perch\u00e9 il leone rapace deve anche diventare un fanciullo? Innocenza \u00e8 il fanciullo e oblio, un nuovo inizio, un giuoco, una ruota ruotante da sola, un primo moto, un sacro dire di s\u00ec. Si, per il giuoco della creazione, fratelli, occorre un sacro dire di s\u00ec: ora lo spirito vuole la sua volont\u00e0, il perduto per il mondo conquista per s\u00e9 il suo mondo. Tre metamorfosi vi ho nominato dello spirito: come lo spirito divenne cammello, leone il cammello, e infine il leone fanciullo. cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con queste tre metamorfosi Zarathustra (e quindi il filosofo) mira a far comprendere i passi per arrivare al Superuomo. Ma a mio parere i tre stadi coincidono con momenti della vita umana quotidiana. Quanto volte siamo stati cammelli, leoni o fanciulli?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho da poco iniziato a leggere Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra di Nietzsche su indicazione della professoressa Acciavatti. Sono rimasta colpita dal primo discorso di Zarathustra, quello sulle tre metamorfosi. Ho visto che \u00e8 gi\u00e0 stato trattato un argomento filosofico (la quinta via di San Tommaso) e allora ne ho approfittato per scrivere anche io! 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