{"id":7477,"date":"2012-11-28T16:13:27","date_gmt":"2012-11-28T15:13:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/?p=7477"},"modified":"2022-06-25T14:12:42","modified_gmt":"2022-06-25T12:12:42","slug":"le-nuove-tecniche-di-combattimento-nel-trecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/2012\/11\/le-nuove-tecniche-di-combattimento-nel-trecento\/","title":{"rendered":"Le nuove tecniche di combattimento nel Trecento"},"content":{"rendered":"<figure style=\"width: 391px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/2\/24\/Battle_of_crecy_froissart.jpg\/800px-Battle_of_crecy_froissart.jpg\" alt=\"Battaglia di Crecy con archi e balestre.\" width=\"391\" height=\"364\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Battaglia di Crecy con archi e balestre.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fino a tutto il XIII secolo le operazioni militari erano state condotte e gestite dai &#8220;signori della guerra&#8221; appartenenti all&#8217;aristocrazia, che dai tempi di Carlo Magno avevano costituito la parte pi\u00f9 forte del potere politico e militare: i nobili erano infatti i soli a disporre di terre e quindi di rendite sufficienti per allestire, armare e mantenere possenti reparti di cavalleria. Erano i cavalieri, truppe di nobili uomini\u00a0in cerca di fortuna alle dipendenze dei signori feudali, il punto di forza degli eserciti medievali. I fanti rappresentavano soltanto un nucleo secondario, e di essi facevano parte prevalentemente contadini e artigiani strappati alle loro consuete occupazioni, male armati e male addestrati. Tuttavia nel corso del XIV secolo, a partire dalla guerra dei Cent&#8217;anni, il ruolo della cavalleria venne fortemente ridimensionato a causa della comparsa di nuove e pi\u00f9 efficaci tattiche di combattimento della fanteria. Tra queste innovazioni le pi\u00f9 significative sono senza dubbio le armi da getto, ovvero la balestra e l&#8217;arco che acquistarono progressivamente importanza e cambiarono radicalmente le tecniche di combattimento. La balestra aveva infatti una potenza micidiale: le frecce che scagliava potevano trapassare qualsiasi armatura. Per il suo impiego per\u00f2 si richiedeva un addestramento ben preciso. Superiore alla balestra per efficienza era l&#8217;arco, poich\u00e9 richiedeva un tempo di ricarica della freccia molto inferiore rispetto a quello della balestra; infatti se un balestriere esperto non riusciva a scagliare pi\u00f9 di due frecce al minuto, i lunghi archi utilizzati dagli Inglesi durante la guerra dei Cent&#8217;anni ne potevano lanciare perfino otto. L&#8217;arco era l&#8217;arma plebea per eccellenza,\u00a0tutti i contadini ne conoscevano l&#8217;uso e durante le battaglie nulla potevano le spade dei cavalieri contro la pioggia di frecce che cadeva su di loro. Ma gli arcieri e i balestrieri avevano generalmente un ruolo di difesa. Fu l&#8217;introduzione delle lunghe picche dei soldati svizzeri, a modificare la tecnica di combattimento, assegnando un ruolo primario alla fanteria. Durante le battaglie, la fanteria svizzera, costituita da circa seimila soldati, si disponeva in quadrati ed ogni fante era armato di picca: una lancia lunga circa tre metri, che veniva usata con\u00a0entrambe le mani. In questo modo la cavalleria nemica che giungeva verso la formazione di fanti, si trovava davanti ad un immensa concentrazione di lance che venivano manovrate all&#8217;unisono con grande tempismo e, come si pu\u00f2 immaginare, nella maggior parte dei casi i cavalieri venivano infilzati da questo grande numero di picche. Successivamente il prestigio della fanteria svizzera fu oscurato, verso la fine del XV secolo, dall&#8217;uso della polvere da sparo. Inventata dai Cinesi presumibilmente intorno all&#8217;VII-IX secolo, venne da loro utilizzata per la fabbricazione di fuochi d&#8217;artificio. Furono gli Europei a farne uno strumento di morte, costruendo intorno alla met\u00e0 del XIV secolo le prime armi da fuoco. I primi cannoni\u00a0erano di bronzo, rame e stagno. Questi metalli divennero una preziosa merce di scambio e si form\u00f2 un ingente mercato\u00a0di armi soprattutto nell&#8217;Italia settentrionale e nei Paesi Bassi. Inizialmente i proiettili erano a forma di freccia, poi vennero sostituiti da palle di pietra e infine di bronzo. Il nome di questo nuovo tipo di arma deriva dalla forma della struttura dalla quale venivano lanciati i proiettili, che in un primo periodo era una sorta di vaso, poi si pass\u00f2 ad una forma tubolare, cio\u00e8 alla &#8220;canna&#8221;, posta su un cavalletto. Inizialmente i cannoni avevano molti difetti e oltre che ad avere un tiro impreciso facevano anche pi\u00f9 rumore che danni. Dopo vari studi e perfezionamenti anche da parte di uomini di fama, come Leonardo Da Vinci, che studi\u00f2 con precisione la traiettoria dei proiettili, le prestazioni dei cannoni migliorarono notevolmente ed essi diventarono cos\u00ec la miglior arma in circolazione. Con l&#8217;arrivo delle armi da fuoco le fortificazioni delle citt\u00e0 vennero modificate; vennero progettati bastioni, torri e mura elevate che potessero resistere il pi\u00f9 possibile ai bombardamenti dei cannoni. Furono inoltre studiate forme pi\u00f9 adatte a respingere i colpi: il cilindro e il cuneo sembrarono le forme pi\u00f9 indicate per evitare la distruzione perch\u00e9 davano maggiore stabilit\u00e0. Come tutte le grandi invenzioni anche le armi da fuoco suscitarono varie perplessit\u00e0. Io sono d&#8217;accordo con Ludovico Ariosto che nell&#8217;<em>Orlando Furioso<\/em>, trov\u00f2 l&#8217;occasione per esprimere il suo giudizio indignato, nel quale condann\u00f2 le armi da fuoco come strumenti di guerra poco virtuosi. In effetti con le armi da fuoco si perse il senso di gloria, di onore e di valore che si poteva ottenere con una battaglia di spade tra due cavalieri o con un duello tra due eroi epici che si affrontavano per proteggere o manifestare i propri ideali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a tutto il XIII secolo le operazioni militari erano state condotte e gestite dai &#8220;signori della guerra&#8221; appartenenti all&#8217;aristocrazia, che dai tempi di Carlo Magno avevano costituito la parte pi\u00f9 forte del potere politico e militare: i nobili erano infatti i soli a disporre di terre e quindi di rendite sufficienti per allestire, armare &hellip; <a href=\"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/2012\/11\/le-nuove-tecniche-di-combattimento-nel-trecento\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Le nuove tecniche di combattimento nel Trecento<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":710,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[78],"tags":[183,184,137],"class_list":["post-7477","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-storia","tag-armi","tag-combattimento","tag-trecento"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pbdfR-1WB","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7477","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/710"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7477"}],"version-history":[{"count":49,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7477\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14027,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7477\/revisions\/14027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutocalvino.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}