Chi l’ha detto che esiste un solo binomio: periferia uguale degrado?
Grazie al progetto eARTH Erasmus, il cui tema è la relazione periferia / centro e la diffusione di buone pratiche per la sostenibilità e la valorizzazione del patrimonio, una delegazione di nostri studenti ha partecipato a una missione sfidante: andare alla ricerca dei luoghi di eccellenza del territorio attorno alla scuola, con l’obiettivo di restituirne la visione ai nostri ospiti europei, attraverso l’ausilio di nuove tecnologie.
La voglia di cambiare la narrazione del nostro territorio e la volontà di trovare luoghi e persone d’eccellenza, hanno permesso ai nostri studenti Erasmus di approfondire la conoscenza di tre siti meravigliosi, scoprire storie appassionate e aspetti inediti dei nostri dintorni:
- L’Abbazia di Chiaravalle
- L’Osservatorio di Rozzano
- L’Oasi Smeraldino di Rozzano
Il risultato?
La realizzazione di video interattivi condivisi su una piattaforma europea, creati attraverso l’ausilio dei visori in dotazione della scuola, con l’obiettivo di aumentare le capacità degli studenti di utilizzare strumenti digitali sempre più sofisticati e creare una guida ai luoghi del cuore in linea con il progetto eArth.
I video saranno presentati durante la settimana di accoglienza Erasmus con il contributo dei nostri ospiti stranieri, anche loro delle periferie di piccole cittadine della Finlandia, Transilvania, Gran Canaria, Portogallo e Croazia, che ci aiuteranno a confrontarci con il tema periferia / centro anche dal loro punto di vista.
Abbazia di Chiaravalle:
Il gruppo di studenti è stato accolto con grande entusiasmo da Matteo, responsabile dell’Infopoint, nonché ex alunno dell’Istituto Calvino che ha raccontato il suo percorso di studi e tutto ciò che ruota attorno alla gestione dell’Abbazia.
La guida ci ha mostrato i tesori e l’antica storia del sito svelando delle curiosità.
Sapevate che il Grana Padano è stato inventato dai monaci dell’Abbazia a causa di un eccesso di produzione del latte?
Abbiamo cominciato così la visita tra curiosità e stupore condividendo l’orgoglio per un sito che attira turisti da ogni parte d’Italia e del mondo.
Civico Osservatorio Astronomico di Rozzano
A due passi dalla nostra scuola svetta, all’interno del complesso della Cascina Grande, il Civico Osservatorio Astronomico.
Un’eccellenza non solo del nostro territorio, ma un vero e proprio gioiello di tecnica con la cupola più grande d’Europa, seconda solo al Cile, nel mondo.
Un luogo frutto della passione del gruppo astrofili di Rozzano e della collaborazione con il Comune, che custodisce al proprio interno il prestigioso telescopio Merz-Dallmeyer del 1870 e la sua rocambolesca storia. Conoscerne le vicende, attraverso il racconto minuzioso di Michele Bini che ci ha accompagnato, ci ha permesso di apprezzare ancora di più il suo valore e capire quanto la passione delle persone possa permettere di raggiungere obiettivi importanti, come quella dell’Osservatorio, ogni anno visitato da più di 9000 persone.
Al piano inferiore, l’edificio custodisce documenti preziosi e una storia commovente tutta da scoprire legata alle stelle e a un personaggio che ha fatto la storia dell’astronomia: Mentore Maggini, astrofisico e astronomo italiano. Nello spazio a lui dedicato sono custoditi alcuni dei suoi testi scientifici e preziosi acquerelli frutto delle sue osservazioni telescopiche. La duplice anima di scienziato ed artista confluisce infine nelle commoventi pagine di un progetto editoriale molto significativo, “Urania”, dedicato alla figlia scomparsa prematuramente.
Raccomandiamo a tutti una visita al Civico Osservatorio Astronomico: ad attendere i suoi visitatori serate tematiche, storie appassionate e un mare di stelle!
Oasi Smeraldino di Rozzano
A pochi chilometri dalla nostra scuola, sorge un’area naturale protetta, di oltre 22 ettari, situata all’interno del Parco Agricolo Sud Milano e gestita dall’associazione A.P.E. Natura.
Un ex sito abbandonato, lasciato a discarica e trasformato in tanti anni di duro lavoro in un rifugio naturale per la biodiversità. L’area ha una storia antica: un tempo era parte delle risaie del Conte Belgioioso e lentamente è diventata una zona dimenticata e degradata.
Grazie alla passione di Catia Acquaviva e della sua associazione A.P.E. Natura e dei suoi volontari, l’area è stata con pazienza e tenacia recuperata e restituita alla natura e a tutti gli abitanti di Rozzano.
L’anonimo ingresso lungo via Amiata, apre in realtà le porte ad un mondo inaspettato fatto di canti di uccelli, sentieri incantati attraversati dal fruscio del vento e da un silenzio surreale. Ad accoglierci con i suoi inconfondibili stivali e i suoi grandi occhi curiosi, la Presidente Catia Acquaviva che ci ha accompagnato nella nostra passeggiata all’interno dell’area svelando curiosità legate agli abitanti dell’Oasi.
Catia ci ricorda ancora una volta l’importanza della tutela e della conservazione del territorio, restituendoci una storia etica fatta di fatica, amore per la terra e per i suoi piccoli abitanti sottolineando come ogni singolo essere vivente sia funzionale al benessere del pianeta.
Lo sapevate che l’Oasi Smeraldino (colore del piccolo smeraldo) prende il suo nome da una piccola rana tutelata dalla Convenzione di Berna e che ha trovato il suo habitat naturale negli stagni dell’Oasi di Rozzano, garantendone così la sua salvaguardia?
La natura dell’Oasi ci dimostra ancora una volta che “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza!”
Raccomandiamo a tutti una visita all’Oasi Smeraldino: ad attendere i suoi visitatori, i suoi appassionati volontari, storie curiose, il suono del vento e tante scoperte!
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