Il Calvino ricorda la docente italiana che inventò l’Erasmus: Sofia Corradi

E' morta a Roma la docente che pose le basi per il programma europeo di mobilità e studi all'estero.

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Docente e funzione strumentale

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Non molti sanno che a inventare il progetto Erasmus fu proprio un’insegnante italiana: Sofia Corradi, docente universitaria che mise le basi operative per realizzare il più importante programma per gli studi all’estero nell’Unione Europea. É morta a Roma il 17 ottobre: aveva 91 anni. Anche il nostro Istituto la ricorda per avere permesso ai suoi studenti e docenti di formarsi all’estero grazie a questo programma finanziato dall’Unione Europea.

Se da più di 35 anni milioni di studenti possono decidere di studiare in altre università e scuole europee è in buona parte merito della determinazione di Corradi, che per anni cercò di far comprendere l’importanza degli studi all’estero e la necessità di farsi riconoscere il periodo di formazione e gli esami sostenuti.

Sofia Corradi era nata a Roma nel 1934 e aveva studiato giurisprudenza alla Sapienza, scegliendo poi di proseguire gli studi negli Stati Uniti alla fine degli anni Cinquanta, grazie ad una borsa di studio. Aveva conseguito un master in legislazione universitaria comparata alla Columbia University di New York, uno degli atenei più prestigiosi al mondo, ma con sua sorpresa al rientro in Italia le era stato negato il riconoscimento degli studi fatti all’estero.

Nel 1976 i principî sviluppati da Corradi divennero parte di una risoluzione della Comunità economica europea (l’antenata dell’Unione Europea), che invitava gli stati membri a favorire gli scambi universitari tra paesi diversi. Negli anni seguenti furono avviate le prime sperimentazioni basate sul modello di riconoscimento degli esami, e quindi dei crediti universitari, immaginato da Corradi. Nel 1987 nacque infine il Programma Erasmus, con regole condivise tra i paesi europei per consentire agli studenti di fare un periodo di studio all’estero.

Il programma Erasmus, che oggi si chiama Erasmus+, fu chiamato così per ricordare l’umanista olandese Erasmo da Rotterdam, che tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo viaggiò in Europa con lo scopo di conoscere, comparare, fare ricchezza delle diverse culture racchiuse. Negli anni l’Erasmus è diventato uno dei programmi europei di maggior successo e oltre alle università ha coinvolto anche le scuole (dalle elementari alle secondarie di secondo grado), facendo partire dalla sua fondazione più di 15 milioni di studenti di ogni ordine e grado, che hanno trascorso parte del loro periodo di studi all’estero.

Nel 2016 a Sofia Corradi fu assegnato il Premio Europeo Carlo V, uno dei più prestigiosi riconoscimenti per l’impegno nella promozione della cultura e dell’unificazione europea, ricevendo diverse onorificenze in tutto il mondo che ricordano che “grazie alla sua caparbietà dobbiamo un programma che ha completamente rivoluzionato la vita dei nostri figli”, contribuendo alla concreta costruzione europea.

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