La città che vorremmo / The city we would like

Una proposta degli studenti che hanno partecipato al Concorso “La città che vorrei”

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Webmaster Calvino

Docente e funzione strumentale

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A proposal from the students who participated in the “The city I would like” contest, at the conclusion of the School of Sustainability project promoted by the Erasmus Commission and launched by Città Metropolitana Milano

We would like a city that is sustainable, colorful, joyful!!!
We decided to explore the topics of the circular economy and ecology. As a project, we worked on creating a cardboard model of a hypothetical ideal sustainable city, incorporating all the essential elements.
Our idea is based on a long-established theory (around 2016), first expressed by urban planner Carlos Moreno, according to which metropolises should be reorganized so that all essential goods and services are accessible within a 15-minute walk or bike ride. In our model, the structures are quite close together, precisely to emphasize this concept.

An eco-sustainable city cannot be without green energy resources, such as solar panels, positioned on the roofs of houses (especially on buildings, which consume more because they are inhabited by more people and families), and wind turbines. We also believe it’s essential to avoid pollution as much as possible.

In fact, every city should have several trash cans to prevent citizens from throwing their garbage all at once, or worse, on the ground (obviously, common sense also comes into play here). It would be good for homes and schools to have vegetable gardens, both because learning to care for plants can be interesting and educational (especially for children at school), and because it’s a way to obtain locally sourced food, reducing emissions from transportation and plastic packaging.

Places very important are flea markets, earth resources markets, and recycling centers, which are essential for promoting a circular economy based on reducing waste. By “recycling centers,” we mean facilities where materials are disposed of and recycled, and where people can bring clothes, books, and other items to exchange or donate, rather than throwing them away because they’re no longer needed.

Another important element is aesthetics: a colorful city full of parks evokes a more pleasant sensation in everyone than one shrouded in factory smoke, gray, and decaying. We therefore decided to create a pavement almost entirely of grass, imitating a park, and the various buildings were painted in various colors, giving free rein to our imagination.

We decided not to use any AI tools because, in our view, they are highly harmful and dangerous to the planet: they can harm the environment primarily due to the high energy and resource consumption required to train, maintain, and operate complex models, especially generative ones. Furthermore, we believe this project also aims to allow us to express our creativity with our “natural intelligence” and implement our ideas, something that would be impossible by delegating the work to artificial generative intelligence.

Before creating the actual model, constructed entirely from recycled materials, we created a basic preparatory drawing. This wasn’t intended to be beautiful and well-crafted, but rather to serve as a sort of brainstorming tool to select the elements we wanted to add. For various reasons, we then had to make cuts and include only the essential elements, but we were satisfied with the final result and are happy to share it.

4D Human Sciences, Calvino Institute, Rozzano

Una proposta degli studenti che hanno partecipato al Concorso “La città che vorrei”, a conclusione del Progetto School of Sustainability promosso dalla Commissione Erasmus e bandito da Città Metropolitana 

La città che vorremmo è sostenibile, colorata, gioiosa!
Abbiamo deciso di affrontare i temi dell’economia circolare e dell’ecologia. Ci siamo impegnati per la realizzazione di un modellino in cartone di un’ipotetica città sostenibile ideale, che presenti tutti quegli elementi di cui secondo noi una città non dovrebbe fare a meno.

La nostra idea si basa su una teoria già affermata da tempo (dal 2016), espressa per la prima volta dall’urbanista Carlos Moreno, secondo il quale le metropoli dovrebbero essere riorganizzate in modo tale che tutti i beni e i servizi essenziali siano accessibili a 15 minuti a piedi o in bici. Nel nostro modellino, infatti, le strutture sono abbastanza ravvicinate, proprio per sottolineare questo concetto.

In una città ecosostenibile non possono mancare risorse energetiche green, come i pannelli solari, posizionati sui tetti delle case (in particolare sui palazzi, che consumano di più perché abitati da più persone e famiglie), e le pale eoliche. Inoltre riteniamo che sia fondamentale evitare il più possibile l’inquinamento, infatti ogni città dovrebbe avere diversi cestini per evitare che i cittadini buttino la spazzatura tutta insieme o, peggio, per terra (ovviamente qui entra in gioco anche il buon senso delle persone). 

Sarebbe bene che le case e le scuole avessero degli orticelli, sia perché può essere interessante ed educativo imparare ad occuparsi delle piante (soprattutto per i bambini a scuola), sia perché è un modo di procurarsi cibo a km zero, riducendo le emissioni legate al trasporto e gli imballaggi di plastica.

Luoghi a cui secondo noi non si da abbastanza importanza sono i mercatini dell’usato e delle risorse della terra e i centri di riciclo, fondamentali per promuovere un’economia circolare, fondata sulla riduzione degli sprechi. Con “centri di riciclo” intendiamo strutture in cui vengono smaltiti e riciclati materiali e in cui le persone possono portare vestiti, libri e altri oggetti da scambiare o donare, invece di buttarli perché non li si usano più.

Un elemento fondamentale che spesso non viene tenuto in considerazione nelle periferie è l’aspetto estetico, ma secondo noi è molto importante. Una città ricca di parchi e colorata innesca in tutti una sensazione più piacevole, rispetto a una città avvolta nel fumo delle fabbriche, grigia e in uno stato di decadenza. Abbiamo infatti deciso di creare una pavimentazione quasi completamente di erba, ad imitare un parco, e i vari palazzi sono stati dipinti con vari colori dando sfogo alla nostra fantasia.

Abbiamo deciso di non utilizzare nessuno strumento di IA poiché, dal nostro punto di vista, altamente dannosa e pericolosa per il pianeta: può nuocere all’ambiente principalmente a causa dell’elevato consumo energetico e di risorse necessario per addestrare, mantenere e far funzionare i modelli complessi, in particolare quelli generativi. Inoltre per come l’abbiamo pensato parlando con i nostri professori, crediamo che questo progetto abbia anche lo scopo di fare esprimere la nostra creatività con la nostra “intelligenza naturale” e mettere in atto le nostre idee, cosa impossibile delegando il lavoro a una intelligenza generativa artificiale.

Prima di realizzare il modellino vero e proprio, costruito interamente con materiali riciclati, abbiamo creato un disegno preparatorio di base, che non ha lo scopo di essere bello e ben fatto, ma ci è servito per fare una sorta di brainstorming per scegliere quegli elementi che avremmo voluto aggiungere. Per diverse questioni abbiamo dovuto poi fare dei tagli e inserire solo gli elementi essenziali ma il risultato finale ci ha soddisfatto e siamo lieti di mostrarlo.

La 4D del Liceo Scienze Umane, Istituto Calvino Rozzano

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