Noi Docenti dell’Istituto Calvino di Rozzano e Noverasco, insieme alla nostra Dirigente, intendiamo esprimere rammarico e indignazione per i gravissimi atti vandalici perpetrati ai danni della nostra scuola, che è presidio di bellezza, cultura, solidarietà e legalità sul territorio.
Condanniamo con fermezza i gesti violenti ed insensati che hanno deturpato l’edificio di Rozzano. La ferocia non produce nulla e consuma innanzitutto chi la manifesta rompendo e spaccando. Chi ha fatto questo deve essere posto immediatamente davanti alle sue responsabilità e deve porre riparo.
Desideriamo richiamare l’attenzione sull’importanza di custodire la scuola come comunità e di preservarla dalla violenza sconsiderata di chi ha tradito il valore dell’impegno e il coraggio della partecipazione di quelle studentesse e di quegli studenti che provano ad agire per il bene della società cui sentono di appartenere.
Ciò è dovere di tutti: la scuola non deve essere lasciata nelle mani di chi distrugge.
Come scrive Calvino, è fondamentale “riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare”; pertanto gli insegnanti, insieme a tutto il personale della scuola e ai numerosi studenti volenterosi, vogliono ricominciare proprio dalla consapevolezza che la bellezza, la voglia di fare bene per la comunità scolastica e per il territorio, da dentro la scuola, sono le uniche strade tracciate da percorrere e a cui dare spazio con determinazione.
La discussione ed il confronto pacifici e costruttivi consentono la lettura attenta della realtà, la riflessione critica, la formulazione di proposte, la nascita di idee che possono sorprendere.
La scuola non ha soltanto il compito di trasmettere conoscenze, ma anche quello, ben più delicato, di aiutare i ragazzi a sviluppare un pensiero critico, a interrogarsi sulla realtà che li circonda, a maturare idee proprie e a trovare il coraggio di esprimerle. Educare significa anche insegnare che il confronto è necessario e che non bisogna avere paura di esprimere il proprio pensiero, purché lo si faccia nel rispetto degli altri e degli spazi condivisi.
Dove pochi hanno distrutto, noi vogliamo ricostruire, con i nostri studenti, per rendere la nostra scuola più bella, il Bene Comune inestimabile che è.
0