Il Calvino in Islanda / Calvino in Iceland

Some teachers from the Calvino Institute participated in a training course in Iceland

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Some teachers from the Calvino Institute participated in a training course in Iceland: here are the pros and cons to consider regarding the future of AI and its sustainability

Attending this AI training course in Iceland was a stimulating and professionally enriching experience. Over the course of the week, we explored a wide range of AI tools and digital resources that can be effectively integrated into daily teaching practices. The course combined hands-on workshops with collaborative activities, allowing participants from different European countries to exchange ideas, experiences, and innovative teaching strategies.

Beyond the technological dimension, Iceland itself provided an ideal setting to reflect on sustainability. The country’s strong commitment to renewable energy, environmental protection, and respect for nature demonstrated how innovation and sustainability can successfully coexist.

One of the most valuable aspects of the course was discovering how AI can support teachers in quickly creating engaging teaching materials and delivering more engaging lessons for a young audience like ours. We learned to design interactive presentations, generate images, create educational videos, develop quizzes and games, and use AI-based tools to improve assessment and provide meaningful feedback. Exploring applications such as Canva, ChatPDF, Book Creator, Padlet, and AI-based voice and music generators broadened our perspectives on how technology can foster creativity, collaboration, and student engagement. At the same time, it helped us understand how and to what extent students use AI for homework and how to avoid depleting content by relying solely on teacher-assisted solutions, but rather integrating it with original, critical, and in-depth content that can be learned and applied to everyday life.

The course also encouraged a critical approach among teachers. We discussed ethical issues, including the responsible use of AI, plagiarism detection, and strategies for recognizing AI-generated content. These discussions highlighted the importance of helping students become responsible digital citizens, capable of using emerging technologies thoughtfully and ethically.
Like any technological revolution, this one also brings with it opportunities and risks. We explored the relationship between artificial intelligence and sustainability, seeking to understand whether AI can truly be called “green” and what conditions are needed for digital sustainability to become a reality.
Every time we use artificial intelligence, we generate an environmental impact. Some estimates indicate that each search we conduct on ChatGPT, for example, uses 0.0026 kWh of energy and produces 4.41 g of CO₂. But the most impressive figure concerns water consumption: a single 100-word response provided by ChatGPT can use up to 500 mL of water to cool data centers.
To understand the extent of these impacts, you can analyze a recent study conducted by the Greenpeace Öko-Institut (May 2025), entitled “Environmental Impacts of Artificial Intelligence.” It is predicted that:
– Data center electricity demand for AI will increase 11 times from 2023 by 2030
– 175 billion liters of water consumed in data centers in 2023, expected to more than triple by 2030
– Up to 5 Mt of additional e-waste by 2030 (AI infrastructure requires metals, including REE and CRM)
Greenpeace’s concern is therefore that the sustainability risks posed by AI, if not properly managed, could outweigh the opportunities: the micro-efficiencies enabled by the use of AI (logistics, production, resource management) may not offset its environmental impacts.
According to Greenpeace, political action is crucial to govern AI so that it becomes an ally in achieving environmental goals, rather than a threat. Efficiency increases alone are not enough: this market must be regulated to prevent the technology from being used solely for its economic potential, rather than for its benefits to humanity.
Beyond the technological dimension, Iceland itself offered an ideal context for reflecting on sustainability. The country’s strong commitment to renewable energy, environmental protection, and respect for nature demonstrated how innovation and sustainability can successfully coexist.

Mercedes Auteri, Giulia Bursi, Antonella Pisciotta, Nunziata Spadaro

Alcuni docenti dell’Istituto Calvino hanno partecipato ad un corso di formazione in Islanda: ecco i pro e i contro da tenere in considerazione sul futuro dell’AI e sulla sua sostenibilità

Partecipare a questo corso di formazione sull’intelligenza artificiale in Islanda è stata un’esperienza stimolante e professionalmente arricchente. Nel corso della settimana, abbiamo esplorato una vasta gamma di strumenti di intelligenza artificiale e risorse digitali che possono essere efficacemente integrate nella pratica didattica quotidiana. Il corso ha combinato workshop pratici con attività collaborative, consentendo ai partecipanti provenienti da diversi paesi europei di scambiarsi idee, esperienze e strategie didattiche innovative.
Al di là della dimensione tecnologica, l’Islanda stessa ha offerto un contesto ideale per riflettere sulla sostenibilità. Il forte impegno del paese verso le energie rinnovabili, la tutela dell’ambiente e il rispetto per la natura ha dimostrato come innovazione e sostenibilità possano coesistere con successo.

Uno degli aspetti più preziosi del corso è stato scoprire come l’IA possa supportare gli insegnanti nella creazione di materiali didattici coinvolgenti in pochissimo tempo ed avere già pronte lezioni più coinvolgenti per un fruitore giovane come il nostro. Abbiamo imparato a progettare presentazioni interattive, generare immagini, creare video didattici, sviluppare quiz e giochi e utilizzare strumenti basati sull’IA per migliorare la valutazione e fornire feedback significativi. Esplorare applicazioni come Canva, ChatPDF, Book Creator, Padlet e generatori di voce e musica basati sull’IA ha ampliato le nostre prospettive su come la tecnologia possa promuovere la creatività, la collaborazione e il coinvolgimento degli studenti. Allo stesso tempo, ci ha aiutato a capire quanto e come gli studenti utilizzino l’AI per fare i compiti e come non impoverire i contenuti affidandosi solo alla risoluzione delle richieste dell’insegnante ma integrandole con contenuti originali, critici, di approfondimento da imparare e spendere nella vita di ogni giorno.

Il corso ha anche incoraggiato un approccio critico da parte dei docenti. Abbiamo discusso di questioni etiche, tra cui l’uso responsabile dell’IA, il rilevamento del plagio e le strategie per riconoscere i contenuti generati dall’IA. Queste discussioni hanno evidenziato l’importanza di aiutare gli studenti a diventare cittadini digitali responsabili, in grado di utilizzare le tecnologie emergenti in modo ponderato ed etico.
Come ogni rivoluzione tecnologica, anche questa porta con sé opportunità e rischi. Abbiamo esplorato la relazione tra intelligenza artificiale e sostenibilità, cercando di capire se l’IA può davvero essere definita “green” e quali condizioni servono perché la sostenibilità digitale diventi una realtà.
Ogni volta che utilizziamo l’intelligenza artificiale, generiamo un impatto ambientale. Alcune stime indicano che ogni ricerca che facciamo su ChatGPT, ad esempio, utilizzi 0,0026 kWh di energia e produca 4,41 g di CO₂. Ma il dato più impressionante riguarda il consumo idrico: una singola risposta di 100 parole fornita da ChatGPT può utilizzare fino a 500 mL di acqua per raffreddare i data center.
Per comprendere la portata di questi impatti è possibile analizzare un recente studio condotto da Greenpeace-Öko-Institut (maggio 2025), intitolato “Environmental Impacts of Artificial Intelligence”. Viene previsto che:
– Domanda elettrica dei data center per l’IA 11 volte superiore al 2023 entro il 2030
– 175 miliardi di litri di acqua consumata nei data center nel 2023, previste oltre il triplo entro il 2030
– Fino a 5 Mt addizionali di e-waste entro il 2030 (le infrastrutture IA richiedono metalli, incluse REE e CRM)
La preoccupazione avanzata da Greenpeace è quindi che i rischi per la sostenibilità rappresentati dall’IA, se non correttamente gestiti, possano superare le opportunità: le micro-efficienze permesse dall’uso dell’IA (logistica, produzione, gestione delle risorse) potrebbero non compensare i suoi impatti ambientali.
Secondo Greenpeace, è cruciale un’azione politica per governare l’IA affinché diventi un alleato nel raggiungimento dei fini ambientali, e non una minaccia. I soli incrementi nell’efficienza non sono sufficienti: occorre regolamentare questo mercato, per evitare che la tecnologia venga usata soltanto per il potenziale economico, invece che per benefici per l’umanità.
Oltre alla dimensione tecnologica, l’Islanda stessa ha offerto un contesto ideale per riflettere sulla sostenibilità. Il forte impegno del Paese verso le energie rinnovabili, la protezione dell’ambiente e il rispetto per la natura ha dimostrato come innovazione e sostenibilità possano coesistere con successo.

Mercedes Auteri, Giulia Bursi, Antonella Pisciotta, Nunziata Spadaro 

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