Per anni, nelle mie classi quinte, ho dedicato alcune delle lezioni di filosofia al pensiero di Hans Jonas ed al suo Il principio responsabilità. Per semplificare, dirò qui che la responsabilità di cui parla Jonas è soprattutto verso le generazioni future:
Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra.

L’edizione tedesca del libro di Jonas è del 1979.
Scopro oggi che Giovannino Guareschi c’era arrivato prima
A noi uomini comuni i figli e nipoti interessano più di ogni altra cosa. Più ancora di noi stessi, perché noi ci consideriamo il chicco di grano che si nutre dei succhi della terra per dar vita alla spiga e la nostra esistenza è in funzione della spiga.
«Cosa ci importa se stiamo avvelenando l’aria, l’acqua e la terra, se ciò non può danneggiare noi ma danneggerà soltanto coloro che verranno dopo di noi? S’arrangino i nostri figli e i nostri nipoti!»
Questo è il ragionamento dei burocrati e dei politicanti. Ma noi uomini comuni, per i quali la vita è, soprattutto, un compito assegnatoci da Dio, non vogliamo che i nostri figli e i nostri nipoti ci maledicano.
(Candido 34, 1957.)







