Tutti gli articoli di Angelo Paganini

Grazie Stefania, Ciao Ryugu!

Stefania Soldini
La nostra ex alunna Stefania Soldini, dopo aver calcolato le traiettorie della sonda spaziale giapponese Hayabusa2 nel viaggio di esplorazione dell’asteroide Ryugu, ci informa ora che la sonda sta facendo ritorno a casa.
La JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) ha aperto una campagna di raccolta di messaggi dal pubblico per salutare Ryugu fino al 19 novembre.
Ecco il link: http://www.hayabusa2.jaxa.jp/en/topics/20191113e_SAYONARA_Ryugu/

Grazie Stefania. Averti avuta tra i nostri alunni ci riempie di orgoglio.

Come si pronuncia “Greta Thunberg”?

Greta Thunberg davanti al Parlamento svedese con il cartello «Sciopero della scuola per il clima»
Greta Thumberg davanti al Parlamento svedese – foto di Anders Hellberg
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Pretendo troppo dai nostri giornalisti?
In fondo ci sono voluti anni prima che imparassero a pronunciare correttamente il nome polacco di papa Giovanni Paolo II, Karol Józef Wojtyła.
No, non credo di pretendere troppo. Se fai il giornalista è tuo dovere professionale informare bene e la pronuncia corretta del nome di una persona non è cosa da poco.
E poi, è tanto facile oggi: pochi secondi, qualche click e l’informazione è a nostra disposizione.

E allora, come si pronuncia “Greta Thunberg“? Seguite il link e troverete la risposta.

Dottore di Ricerca cum laude et Doctor Europaeus

Il nostro ex alunno Maurizio Capone ci segnala il suo dottorato

Ecco il suo messaggio:

Macerata, 10-09-2019

DOTTORE DI RICERCA CUM LAUDE et DOCTOR EUROPAEUS

En un lugar de la mancha de cuyo nombre no quiero acordarme no ha mucho tiempo que vivía un hidalgo...”
(incipit del “Don Quijote de la Mancha” Miguel de Cervantes)

A noi, affinché sappiamo essere cavalieri erranti che, pur consapevoli già di perdere, affrontiamo epicamente i mulini a vento della vita, con sentire leopardiano ma anche con riso chisciottesco e pirandelliano, da insani e buoni illusi, quasi a non voler distinguere realtà e finzione, eroicamente sospesi nelle nostre solitudini come in una Macondo di Gabo.

Maurizio Capone

 

Originale del messaggio di Maurizio Capone

Dal Calvino all’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA)

Sfoglio il Corriere della Sera del 22 febbraio 2019. A pagina 33 grande fotografia di una giovane donna in kimono. La riconosco subito: Stefania Soldini, quinta B Liceo scientifico 2005.
Titolo: Stefania scienziata in kimono. Sottotitolo: L’astrofisica 32enne formata al Politecnico di Milano guida la missione giapponese sull’asteroide Ryugu: preleviamo campioni a 280 milioni di km dalla Terra.

Stefania è responsabile – principal investigator – del disegno di traiettoria e del piano delle operazioni di Hayabusa2, la sonda giapponese falco pellegrino.

Ryugu è uno degli asteroidi considerati pericolosi perché si avvicinano alla Terra. L’obiettivo è capirne la natura. Ma non solo. «Ryugu è un fossile del sistema solare, rimasto a testimoniare le lontane origini — spiega Stefania —. Scoperto nel 1999, carbonaceo nella costituzione, potrebbe contenere acqua e quindi aiutarci a capire se la vita sul nostro pianeta è stata portata da questi piccoli mondi, come in alcuni casi si è ipotizzato».

Stefania veglia anche sul futuro dell’umanità: «Vorrei occuparmi ancora più a fondo degli asteroidi che minacciano la Terra, soprattutto per cercare di mitigare i rischi e trovare una soluzione».

Le ho scritto subito per esprimerle il mio entusiasmo. Spero mi perdonerà, se trascrivo qui la sua risposta:

Ho avuto degli ottimi prof, non solo da punto di vista tecnico ma umano!
Ne vedo di sistemi scolastici in giro per il mondo… Come ci preparano le nostre scuole non c’è davvero paragone!

Grazie, Stefania. Una grande gioia per un vecchio prof.

Per saperne di più:

Stefania vestita da giapponese

Tra Ippolito Nievo e Tolstoj

È finalmente uscito il libro del nostro ex alunno Maurizio Capone.
Maurizio, docente di lettere presso il Liceo Scientifico Volta di Milano, è attualmente impegnato per il dottorato di ricerca a Siena fino all’aprile 2019. La sua tesi di laurea su Nievo e Tolstoj (110 e lode vincitrice del premio internazionale Luzi) è ora pubblicata dalla fondazione Luzi.

 

copertina Nievo e Tolstoj di Maurizio CaponeDalla quarta di copertina:

C’è un grande e generoso sforzo, in questo lavoro, che lo apparenta al suo tema e ai suoi autori. Comprendere in un unico abbraccio opere gigantesche come Guerra e pace di Tolstoj e Le Confèssioni d’un italiano di Nievo, insieme alla relativa bibliografica critica, e alla teoria del romanzo, non poteva che produrre un lavoro di dimensioni di poco inferiori, quasi un terzo epos. Se questo può essere rischioso per uno studio critico, va riconosciuta a Maurizio Capone una vena critica ed espressiva all’altezza del tentativo. La parte più intrigante del lavoro è quella che ne è stata forse l’occasione: verificare – finalmente – una leggenda assai suggestiva che da tanti anni attraversa la critica nieviana: che cioè il grande Tolstoj potesse aver tratto ispirazione per Guerra e pace dalle Confessioni d’un
Italiano appena pubblicate, nel 1867, o non ancora pubblicate, nei brevi viaggi compiuti in Italia in quegli anni o anche ricevendone il testo o la notizia nella sua tenuta a Jasnaja Poljana.

L’analisi comparativa di Maurizio Capone ha il grande merito di aver posto le basi, e anche qualcosa di più, per una lettura nuova del capolavoro nieviano grazie alla filigrana russa, quando mette a fronte temi ideologici (l’idealizzazione del mondo contadino, il popolo-nazione), strutture narrative (verso nuove forme di romanzo) e personaggi (Andrej e Carlino, Natasha e Pisana, Napoleone in Tolstoj e Napoleone in Nievo ecc.). La prima pietra è posta, il ghiaccio è rotto, il sentiero è aperto. Vediamo finalmente come se la caverà Nievo di fronte al grande romanzo europeo.