La parola joule indica l’unità di misura dell’energia nel Sistema Internazionale. Deriva dal cognome di James Prescott Joule, fisico inglese del 1800. In Italia la maggior parte delle persone lo pronuncia giaul, scritto all’italiana, [‘dᴣaul] nell’alfabeto fonetico internazionale, mentre secondo me va pronunciato giul, scritto all’italiana, [‘dᴣu:l] nell’alfabeto fonetico. Questo perché il fisico Joule pronunciava così il proprio cognome, come si evince dai dizionari inglesi, dai siti web specializzati in pronuncia e ascoltando persone di nazionalità sia britannica sia statunitense. Sarebbe accettabile la pronuncia diffusa in Italia, se fosse una italianizzazione, cioè la pronuncia di una parola straniera secondo le regole della lingua italiana, come stoccafisso per stockfish, Cartesio per Descartes, oppure mit invece di em ai ti per indicare il Massachusetts Institute of Technology, cidì invece di sidì per indicare i compact disk, e così via. Allo stesso modo trovo corretto che i francesi mi chiamino Lombardò, mentre il mio cognome in italiano è Lombàrdo, questo perché i francesi seguono le loro regole di pronuncia. Ma nel caso della pronuncia diffusa in Italia di joule, non è una italianizzazione, perché non segue le regole della pronuncia italiana. Chi pronuncia così lo fa perché è convinto di usare la corretta pronuncia inglese. [‘dᴣu:l] sembra loro francese. In effetti pare che la famiglia di Joule sia di origine belga francofona, ma al di là della origine della pronuncia di Joule, il problema è che in inglese la pronuncia è questa, e non [‘dᴣaul]. Succede lo stesso con la parola stage, che in Italia si usa al posto della parola tirocinio, e che molti pronunciano all’inglese, mentre è francese e deve essere pronunciato alla francese. Ammetto che l’uso fa la regola, e che spesso ho dovuto pronunciare secondo l’uso, anche se sbagliato, per essere capito. Ma credo che bisogna sempre essere consapevoli della corretta pronuncia, e che è bene tentare di pronunciare correttamente, almeno finché l’uso sbagliato non entri definitivamente nella lingua ufficiale. Meditate gente, meditate.
Luigi Lombardo
Ed ecco una conferma: https://www.comesipronuncia.it/pronuncia/james-prescott-joule-1307
…e Watt si pronuncia “wot”
https://www.comesipronuncia.it/pronuncia/james-watt-7423
Son d’accordo, ma Lombàrdo si pronuncia Lombàrdo a ‘sto punto, proprio per le stesse ragioni.
Di’ ai francesi che vai rispettato tanto quanto Joule…
Sono tutte argomentazioni corrette sulla pronuncia corretta, ma per me vanno confrontate con il mondo reale.
Adattarsi ad un mondo globalizzato e quindi uniformare per ridurre l’errore comunicativo o lasciare che il fenomeno di massa locale (che poi è lo stesso che ci porta ad aver adottato l’orrendo: “il pneumatico”….ribrezzo) mantenga la sua validità?
O l’una o l’altra filosofia, non entrambe. Usare entrambe porta solo a inutili discussioni speculative.
Uniformare tenendo l’originale? Va bene, ma a questo punto Cartesio diventa Descartes, Londra diventa London e Neaples diventa Napoli, Pechino sarà Beijing, Lombardò è, quindi, Lombàrdo e i pollici diventano inches, così magari ci si rende conto che è una cosa stupida che fanno solo gli inglesi e finalmente usiamo tutti il mètre…perchè non si dice metro, ovviamente
Simpatico commento.
Non so se Luigi Lombardo, in pensione da tempo, abbia o meno ricevuto la notifica del commento.
Intanto qualche osservazione mia.
Prima di tutto ogni comunità linguistica ha le sue pratiche, i suoi modi di procedere che rifiutano il letto di Procuste di regole troppo rigide.
Da noi in linea di massima vorremmo rispettare le pronunce originali dei nomi, ma spesso non sembriamo in grado di farlo. Esempi? Karol Józef Wojtyła, Greta Thumberg, ma anche Augusto Pinochet, che veniva pronunciato alla francese.
I francesi, diversamente da noi, francesizzano tutto e credo ne abbiano il diritto. Ma perché dire a loro che Lombardo va rispettato quanto Joule? James Prescott Joule era un fisico inglese.
Quanto agli altri esempi proposti nel commento, la lingua si consolida con l’uso e con la tradizione, quindi da noi London continuerà ad essere Londra, Beijing sarà ancora a lungo Pechino e continueremo a parlar di pollici.
E Cartesio? Altro uso della nostra lingua, l’talianizzazione dei nomi latini. Come Virgilius è diventato Virgilio, così Renatus Cartesius è diventato Cartesio.
Sono d’accordo con quanto scritto dal collega Paganini, che saluto con affetto.