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Le 4 candele

Le 4 candele, bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo in cui si trovavano era talmente silenzioso che si poteva ascoltare la loro conversazione…
La prima diceva:
“Io sono la PACE, ma gli uomini non riescono a mantenermi: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi”… e a poco a poco la candela si lasciò spegnere completamente.
La seconda disse:
“Io sono la FEDE. Purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me e per questo motivo non ha senso che io resti accesa”… appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.
Triste triste, la terza candela a sua volta disse:
“Io sono l’AMORE. Non ho la forza per continuare e rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Essi odiano perfino coloro che più li amano, i loro familiari!”… e senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.
Inaspettatamente un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. Impaurito per la semi oscurità disse:
“Ma cosa fate! voi dovete rimanere accese! io ho paura del buio!”.. e così dicendo scoppiò in lacrime.
La quarta candela impietositasi disse:
“Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: io sono la SPERANZA”
Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.
Che non si spenga mai la speranza dentro il nostro cuore, e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bimbo, capace in ogni momento di riaccendere con la sua SPERANZA: la FEDE, la PACE e l’AMORE!

Tanti auguri di buon anno!!!

Intervista a FERDINANDO POMARICI

PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI MILANO:

FERDINANDO POMARICI.

L’infiltrazione mafiosa in Lombardia rappresenta una questione complessa.

L’organizzazione più attiva in questo territorio è la “ndrangheta calabrese”, soprattutto in città e nell’hinterland milanese; minore diffusione in questo ambito hanno mafia siciliana e camorra napoletana, o altre organizzazioni come la sacra corona unita pugliese.

Le prime forti infiltrazioni si sono avute negli anni Settanta, in coincidenza con i primi sequestri di persona a scopo di estorsione, ad opera di personaggi inviati al confino, che trovano la maniera di inserirsi nel tessuto criminale, con un vero e proprio boom in quello stesso periodo.

Già allora cominciai ad occuparmi di questi fenomeni tipici della ndrangheta, che produssero enormi profitti per i criminali e che servirono successivamente a finanziare altri delitti mafiosi.

All’inizio pensavamo molto a salvaguardare l’incolumità dei sequestrati, ma visto che ciò arricchiva i criminali ed addirittura consentiva loro di investire in modo ulteriormente criminoso il ricavato, decidemmo di cambiare strategia non consentendo di pagare i riscatti in modo da creare una sorta di doppio ostaggio (inteso come gioco di parole), uno in mano loro ed un altro in mano alla magistratura; inducendo a liberare gli ostaggi . In questo modo il sequestro di persona venne scemando. A questo punto avviene un’ evoluzione del fenomeno criminoso. La mafia diversifica l’attività investendo gli ingenti patrimoni accumulati in varie attività illecite: dal raket del gioco d’azzardo, all’usura, alle estorsioni ai danni di attività economiche di vario tipo, al traffico della droga, fino ad arrivare al riciclaggio di danaro sporco proveniente da tutte le attività illecite.

Per riciclaggio si intendono due ipotesi di fatto: 1. quella originaria che consiste nel nascondere la provenienza delittuosa del danaro derivante da attività criminale, per impedire che dall’utilizzo di quello stesso si possa risalire all’autore del reato. Un esempio di questa prima ipotesi era la classica rapina in banca di una grande quantità di banconote che non si potevano spendere immediatamente nei luoghi adiacenti al posto in cui erano state sottratte; altrimenti si sarebbe corso il rischio di essere facilmente identificati. Per cui il malloppo era affidato a terzi perché venisse custodito e riutilizzato in altri momenti, i criminali davano a questi ultimi una percentuale sulla rapina effettuata ( intorno al 60%), in banconote “pulite”, ossia non provenienti da rapina; mentre il “custode” utilizzava in seguito l’intera quantità.

All’epoca si usavano molto gli “spalloni”; persone che attraversavano abitualmente a piedi il confine tra Italia e Svizzera, (dediti anche al contrabbando delle sigarette),che, una volta giunti dall’altra parte, consegnavano al soggetto indicato i soldi da depositare tranquillamente in banca, sfruttando la normativa favorevole che consentiva di non effettuare controlli bancari. Da qui attraverso vari canali finanziari i soldi venivano trasferiti nei famosi “paradisi fiscali” tipo le isole Cayman piuttosto che le Bahamas e, anche in Europa in posti come il Lussemburgo o Liechtenstein.

Alla fine di questo percorso tutto il malloppo della rapina iniziale poteva essere speso con relativa tranquillità; quindi nella prima ipotesi il riciclaggio avveniva addirittura in “perdita” per chi aveva commesso il reato.

Successivamente fu escogitato un sistema di riciclaggio che oltre a non fare perdere, permetteva di guadagnare, creando una rete di usurai che davano in prestito, a persone in difficoltà economiche, soldi derivanti da traffici diversi; ottenendo così il doppio vantaggio di guadagno e una certezza di non rivelarne la provenienza sfruttando la condizione del malcapitato.

Fin qui abbiamo descritto la prima ipotesi del riciclaggio, ossia la forma del nascondere la provenienza del danaro, accettato senza fare le comunicazioni dovute alla banca d’Italia e agli organi di vigilanza. Poi però è successo che questo si è ritorto contro di loro, perché nel momento in cui il mafioso aveva bisogno degli appoggi del funzionario di banca doveva poter contare sulla sua collaborazione. Quindi il funzionario di banca veniva in qualche modo ricattato per accettare quel denaro senza fare le denunce necessarie. Per cui anche tramite l’Istituto del credito vi era l’attività economica di queste imprese, che potevano contare su un afflusso costante di capitali: provenienti dall’attività propria delinquenziale, e dagli istituti di credito compiacenti che in caso di necessità erogavano i crediti, sapendo di non rischiare nulla perché le somme sarebbero ritornate.

L’altro aspetto criminale di queste imprese è che gli eventuali concorrenti dello stesso settore venivano normalmente minacciati ( vengono) a non operare in determinati settori o in determinate zone, perché, possedendo quelle zone, succede spesso, ad esempio nel campo edilizio, che ci sono imprese che vogliono costruire in determinate zone e gli capita che gli venga bruciato uno scavatore, che venga fatto un attentato al cantiere, che venga fatta una minaccia di morte ecc. In modo tale pian piano queste imprese capiscono che per loro non è conveniente e si ritirano dal mercato, così le imprese mafiose hanno anche il vantaggio di poter lavorare senza una concorrenza effettiva, con tutti i vantaggi che ne derivano; poiché se c’è una concorrenza vera i prezzi si abbattono, in quanto se io e te dobbiamo concorrere allo stesso appalto io cerco di aggiudicarmelo e faccio un’offerta più bassa, poi anche tu farai l’offerta più bassa, e quindi alla fine l’ente appaltatore andrà a scegliere l’offerta migliore. Questo comporta l’abbassamento del prezzo e il miglioramento della qualità del servizio, perché se noi lavoriamo bene ad un prezzo contenuto domani ci verrà rinnovato l’appalto. Se io lavoro da solo perché non ho alcun concorrente, il prezzo lo faccio io, e la qualità del lavoro è quella che è, me ne frego perché tanto non avrò concorrenza anche negli appalti successivi. Questo è attualmente il canale tramite il quale lavorano le imprese mafiose per quanto concerne i rapporti con gli enti pubblici che aggiudicano gli appalti.

Cosa succede: oggi gli enti pubblici per aggiudicare l’appalto ad una qualunque impresa debbono avere il certificato cosi detto “antimafia” che viene rilasciato dal prefetto, cioè qualunque impresa per avere un aggiudicazione di un appalto conferito da un comune, da una provincia, da una regione, deve produrre un certificato antimafia da cui risulta che quella società è stata controllata. Questo certificato risulta intestato a persone che non hanno niente a che vedere con la mafia, persone incensurate, che hanno sempre lavorato regolarmente ecc.. però purtroppo troppo spesso capita che questo certificato è solamente un pezzo di carta: o perché spesso queste società sono intestate a teste di legno, presta-nomi ecc…; o perché capita che poi queste imprese appaltatrici operano con lo strumento dei sub-appalti, cioè ricevono l’appalto, poi fanno sub-appalti ad altre imprese, che dovrebbero essere teoricamente comunicati, ma non sempre vengono comunicati e alla fine i lavori o parte dei lavori vengono attribuiti ad imprese certamente non segnalate. Quindi con questo duplice sistema: o del presta-nome o dei sub-appalti, si scavalca quel controllo antimafia. Ovviamente quanto più la torta è grande tanto più i topi ci saltano dentro, abbiamo avuto modo di verificare che in tutti i grandi appalti si sono buttati sempre esponenti di imprese mafiose, riconducibili ad attività criminali. L’abbiamo verificato nei lavori della TAV, nei lavori relativi all’aumento di una corsia sulla Milano-Torino, quando si è cominciato a parlare dei lavori per il ponte sullo stretto di Messina e già adesso che si comincia a parlare dell’Expo . Già adesso abbiamo alcune indagini in corso e il segnale è evidente che ci sono imprese che fanno capo sicuramente ad esponenti mafiosi, che si stanno attivando per individuare gli appalti che possono arrivare ad aggiudicarsi per il tramite o di presta-nomi o per il tramite di sub-appalti.

Il procuratore è stato intervistato da Davide Iannone e Giovanni La pietra in occasione del lavoro sull’Expo

Riaprono i navigli a Milano!

La riapertura dei navigli milanesi sarà una delle grandi innovazioni della città in occasione dell’Expo 2015.

I 2 obiettivi principali del progetto sono:

  • 100km di via d’acqua navigabile, per piccole imbarcazioni (canoe soprattutto),centrata sull’area Expo
  • Un parco di oltre 100km, con piste ciclabili e nuove aree verdi, che collegheranno tutti i parchi intorno a Milano.

Pro…

  • Il progetto garantirà acqua pulita per laghi e fontane Expo.
  • Verranno riqualificate aree ed opere degradate.
  • Ci sarà un miglioramento della rete di irrigazione che permetterà una maggior portata d’acqua per le zone agricole del sud di Milano, oggi penalizzate dall’urbanizzazione.
  • La realizzazione di questo progetto è un’occasione unica per riordinare la rete milanese e lombarda, fortemente lesionata negli ultimi 70 anni.
  • L’opera sarà realizzata in tempi brevi perché basata su infrastrutture in gran parte già esistenti.
  • sarà un’occasione per valorizzare il patrimonio idraulico, agricolo, energetico, storico e culturale lombardo.

…e contro

  • Ma la riapertura dei navigli ripresenterà gli stessi problemi igenico-urbanistici, per i quali erano stati chiusi negli anni ’30.
  • I lavori causeranno molti disagi per lo spostamento di cittadini e lavoratori.
  • L’opera causerà problemi d’instabilità a vecchi edifici adiacenti ai navigli, comportando così l’investimento di ulteriore denaro.
  • Il progetto comporterà un costo piuttosto alto, considerando che è uno dei tanti progetti previsti per l’Expo 2015.

É veramente necessaria la riapertura dei navigli? Se negli anni ’30 sono stati chiusi deve esserci stato un motivo. Anche se Milano vuole mostrarsi nel migliore dei modi in occasione dell’Expo, sarebbe opportuno che pensasse di più alla qualità che alla quantità! In generale i lavori per l’Expo hanno impiegato già molto denaro, pertanto credo che il progetto dei navigli si possa evitare, e magari investire in altre vie di comunicazione, che non hanno bisogno di una ristrutturazione ma soltanto di una manutenzione, risparmiando denaro utile per altre iniziative. Inoltre la manutenzione di vie di comunicazione già esistenti gioverebbe non solo all’Expo, ma soprattutto ai cittadini milanesi; dato che Milano, dopo l’Expo, non si fermerà!

Ecco alcune cifre:

spese previste per la ristrutturazione dei Navigli
Opera da ristrutturare spesa in euro
Diramatore di Parabiago 4.200.000
Derivatore Valle Olona 14.900.000
Derivatore di Garbagnate 5.700.000
Ramo Olona del C.S.N.O. 7.000.000
Ramo Seveso del C.S.N.O.  22.000.000
Area Fiera Rho Deviatore Olona 9.100.000
Deviatore Olona: Vighignolo–Quinto Romano 14.100.000
Deviatore Olona: Quinto Romano-via Friuli 17.000.000
Deviatore Olona: via Friuli-Naviglio Grande 21.700.000
Naviglio Grande-Naviglio Pavese 12.500.000
Ristrutturazione Dighe del Panperduto 7.500.000
Rifacimento fondo Villoresi 20.000.000
Totale importo interventi idraulici 131.000.000

Elisa Losito e Davide Iannone

“Si congeda un genio”

Gabriel Garcia Marquez si è ritirato dalla vita pubblica per ragioni di salute: cancro linfatico. Ora sembra che sia sempre più grave. Ha spedito una lettera di congedo ai suoi amici.

Se per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma penserei a tutto ciò che dico. Valuterei le cose, non per il loro valore, ma per ciò che significano. Dormirei poco, sognerei di più, essendo cosciente che per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei avanti quando gli altri si ritirano, mi sveglierei quando gli altri dormono. Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al cioccolato. Se Dio mi desse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice, e prima di tutto butterei me stesso in fronte al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la mia anima. Dio mio se avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’arrivo del sole. Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh, e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna. Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali. Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che le amo. Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore.. Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiano, non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi! A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con la dimenticanza. Ho imparato così tanto da voi, Uomini… Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.Da voi ho imparato così tante cose, ma in verità non saranno granchè utili, perchè quando mi metteranno in questa valigia, starò purtroppo per morire. Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai. Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò. Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio. Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci. Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti.

Saluti con tanto affetto!

Vi invito a fare una riflessione sull’importanza della vita.

Nella speranza che l’intervento venga considerato, un saluto a tutti!

Davide 4B liceo