Tutti gli articoli di Luca Palma

Doppio Sogno

Alba.

Stretto a te.

Iltempo pietrificato

come se Medusa, sì,

proprio Lei in divinità,

fosse stata colta

all’ improvviso dai Nostri

sguardi complici.

Lei e il tempo confusi

dal Nostro incontro

più di Noi stessi.

Un sogno.

Alba.

Ti cerco, invano.

Bramo il tuo essere,

così mi alzo.

Mi affaccio alla finestra.

Scruto il traffico mattutino.

Milano è ancora assopita.

Poi intravedo la tua figura,

agile e felina.

Porti con te delle

brioches calde.

Sali rapida le scale,

entri in casa

e mi baci.

Doppio sogno.

Luca Palma.

Zefiro

Zefiro

Soffi ancor su le nostre membra

fesse e doloranti

per la pugna improba.

L’aureo disco illumina le menti

di coloro che più non sanno

la fine de’ lor parenti.

Dolore, mestizia e affanno

la città ormai ne è colma

come fu Troia dell’ inganno.

Possa l’eroe far ritrovar la calma

ad un popolo senza fiato

che piange la sua salma.

Oh, triste Fato

tessi senza pietà

la vita del condannato.

Ma un’ ultima possibilità

si apre sul cammino:

Zefiro, svelaci la verità.

Luca Palma

La Rossa

Uno sguardo: nulla.

Un gesto: nulla.

Una parola: nulla.

La Rossa è così, fiore solitario

che non vuole esser colto.

Donna…

Si sente l’unica degna di quel nome:

e forse ne ha ragione, perchè

risplende come nessun’ altra

tra tante tutte simili.

La Rossa è speciale, naturale,

spesso si nasconde tra la folla

di cui non si sente parte.

Eppure tutti la bramano,

come il sole brama l’orizzonte

per potersi riposare.

Stupidi coloro che la vogliono

conquistare con gesti banali,

ripetuti già chissà quante volte

per qualsiasi altro fiore.

La Rossa sa di fragola,

ma se non stai attento

può pungerti come una rosa.

La Rossa non lo sa : io l’ Amo.

Luca Palma

Tu, manchi

Manchi.

Mancano i tuoi capricci,

i tuoi gesti, il tuo odore.

Mancano i tuoi libri, usurati

dalla fame di sapere e

dalla voglia di viaggiare.

Mancano le tue gonne,

veli ombrati che rivestivano

le preziose e tornite gambe.

Mancano i tuoi dolci abbracci e

i tuoi schiaffi, forti e decisi

come tuoni nella notte.

Manca la tua folta chioma

color rubino che ricadeva

morbida sul mio cuscino.

Tu, manchi.

? Luca Palma

Quanti tramonti

Il vecchio sedeva assopito :

un tempo tutto era nelle sue mani,

ora scivolava dal suo dito.

Incurante del domani

intrecciava lunghe foglie

per nascondere gli arcani.

Ripensava quante doglie

la mesta vita gli donò :

“povero, colui che non le coglie”

disse allora, ed un treno risuonò.

Ultimi suoni di un mondo

che presto, lo voglia o no,

scomparirà in un secondo.

Traghettato da vari Caronti

rifletteva sulla vita, sul ricordo

quante albe, quanti tramonti.

Luca Palma

Un saluto

Sei partita così velocemente

come se stare tra noi

non fosse più un piacere.

Ma so di sbagliarmi profondamente

e so che tra i pensieri tuoi

ci ricorderai con amore.

Solo ora ho il rimpianto

di non averti mai dimostrato

l’ affetto che nutro ancora per te.

Già, che stupido, si sa che l’uomo

non capisce gli errori finchè

non ha un conto da pagare.

Io ora ce l’ ho : un saluto, Mia Miss.

Luca Palma

Se il sole sorgesse di notte

Se il sole sorgesse di notte
i sogni diverrebbero realtà.
Gufi assonnati segnalerebbero
l’ alba del nuovo giorno,
presagio di novità e
icona di rinnovamento.
La luce sorge sempre dal buio,
ma spesso non ci pensiamo.
Vorremmo sempre sapere,
avere, dominare tutto :
proprio per questo ciò che
non conosciamo ci intimidisce,
ci fa paura.
Ma se invece riconoscessimo
che il sole sorge di notte, che
la luce sgorga dalle tenebre,
che dagli altri si può e si deve
apprendere, allora, e solo allora,
vivremmo sempre di giorno.

Luca Palma

Slegami!

Ti prego, ti scongiuro
lasciami andare!
Non lo merito nè sono
degno di tale morbo .

Sì, morbo : perchè
ciò che mi affligge
succhia tutte le mie
forze vitali, invade
le mie vene, i miei
pensieri, i miei gesti.
Si serve di questi
per riprodursi, ingigantirsi
ogni giorno che passa.
E’ una strana cosa, come
un atavico istinto maligno
che nasce dall’ io più
profondo, mentre ha una causa
esterna e ben delineata.

Perciò te ne prego, liberami!
Liberami da quella soave vista,
fonte di gioia e di delizia
di dolore e di patimenti.

Troppo tempo oramai
è passato, da solo non
posso vincere una tale forza
che mi strugge l’ anima,
che mi fa odiare,
che mi riduce a suo zimbello
anche se ne sono
pienamente cosciente.

Non voglio più essere
felice per Lei, mentre io
patisco le pene dell’ Inferno.
Tu lo sai, questa tortura
fa sì che l’ unica cosa
importante sia vederla
sorridere, nonostante
io stia scomparendo
giorno dopo giorno,
sorriso dopo sorriso.

Catene sono per me,
prigioniero e schiavo
sofferente di una dura
padrona senza pietà.

Ti prego, Cupido : slegami!

Luca Palma

Balla…e tutto finirà

La colpa forse è mia:
testardo come sempre
credevo che quella scia
svanisse in un istante.

Ti penso ancora lì
assopita e malinconica
un odore di stantio
risuona come una eco.

Non credevo tu patissi
e perciò mi ripropongo,
come mai io feci prima,
di aiutarti a rinsavire.

Guarda, leggi, scrivi,
ridi, piangi, urla, sbuffa,
sogna, credi, soffri, prega :
balla…e tutto finirà.

Luca Palma