Tutti gli articoli di Sara Peruffo

Primo Soccorso

Il 31 gennaio 2014, durante l’autogestione, nell’aula T27 si è tenuto un corso di Primo Soccorso, durante il quale Federico , volontario della Misericordia Milano ci ha illustrato come comportarsi efficacemente e con rapidità in ogni situazione di infortunio. Ha spiegato come organizzare e formare un efficiente sistema di primo soccorso, il quale comprende: il piano di emergenza, la comunicazione con i soccorsi e il 118, le attrezzature e i dispositivi di protezione individuale.
In seguito sono stati illustrati i rischi legati all’intervento dei soccorritori: come riconoscere il pericolo in un’emergenza sanitaria.

Il volontario ha esposto poi le modalità di comportamento in caso di infortunio: accertamento della sicurezza del luogo, verifica e sostenimento delle funzioni vitali, arresto cardiorespiratorio, respirazione artificiale e massaggio cardiaco, disostruzione delle vie aeree, tecniche di movimentazione dell’infortunato e posizione di sicurezza.
Per concludere abbiamo preso in considerazione alcuni casi frequenti che richiedono l’aiuto sanitario: soffocamento, svenimenti, ictus, shock, crisi di ansia o panico, reazioni allergiche (Shock Anafilattico), difficoltà respiratorie, fratture, trauma cranico.

Personalmente ho trovato questo incontro molto interessante e formativo , poiché ci ha fornito direttive estremamente importanti del primo soccorso, utili in ogni caso di emergenza.

valigetta primo soccorso

 

Eroine per l’emancipazione femminile

Suffragette
Suffragette

La Rivoluzione industriale oltre ai numerosi mutamenti in campo politico, economico e sociale, comportò anche l’introduzione in fabbrica delle donne.
Esse non erano fisicamente adatte alle condizioni di lavoro durissime di fronte alle quali si trovarono , ma avrebbero accettato qualsiasi impiego pur di uscire dall’ isolamento a cui erano tradizionalmente costrette.
La donna nell’ industria era discriminata non solo perché riceveva un salario minore rispetto all’ uomo , ma anche perché era esclusa dalle funzioni dirigenziali . Inoltre essa sul piano politico, non aveva diritto al voto. Nacque così un sentimento di cambiamento che trovò espressione nei primi movimenti in Inghilterra e negli Stati Uniti delle Suffragette , chiamate così perché volevano rivendicare l’estensione del suffragio alle donne.
Il desiderio di rivalsa fu tale da suscitare nelle donne un istinto battagliero ,tanto forte quanto contrastato. Per fare breccia nella resistenza della società britannica, queste eroine ricorsero alla lotta aperta. Disturbarono i comizi dei deputati, incendiarono negozi, edifici pubblici. Non riscontrando però i risultati sperati,esse passarono così, a forme di protesta più violente; nel 1912 proclamarono la “Guerra delle vetrine” prendendo a sassate ogni negozio londinese. Nel 1913 il movimento suffragista ebbe la sua prima martire :una giovane inglese , Emily Davinson, la quale per attirare l’attenzione su di sé tentò di fermare un cavallo in corsa, ma l’animale con il suo peso la travolse uccidendola.
Per tutto l’800, le femministe statunitensi lottarono non meno tenacemente di quelle inglesi, senza ricorrere ad azioni estreme : le manifestazioni messe in atto da loro furono parate, cortei con fiaccole e striscioni, comizi e marce di protesta con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica. Proprio negli Stati Uniti, tuttavia, si verificò un terribile episodio che la giornata della donna ricorda tuttora : l’8 marzo 1908 morirono a causa di un improvviso incendio, in una azienda tessile di New York, 129 operaie riunitesi in sciopero all’interno dell’edificio.
Il movimento femminista aveva fatto però, molta strada non solo in Inghilterra e negli Stati Uniti, ma anche in quasi tutti i paesi d’Europa, dove le donne riuscirono ad eguagliare l’uomo in tutti i campi e ad ottenere, persino, il diritto di voto.

Assegni scoperti

Il 12 aprile 2013 alle ore 20:30, nel nostro auditorium di Rozzano, è andato in scena lo spettacolo di fine anno del gruppo di teatro, guidato dal regista Marco Pernich e da Stefania Lorusso.
Questi ragazzi offrono sempre interessanti spunti di riflessione. Quest’anno ci hanno proposto una rivisitazione del Mercante di Venezia di Shakespeare.

Perché proprio quest’opera?
A questa domanda i neo-attori hanno risposto cosi: «All’inizio di questa nuova avventura teatrale abbiamo esposto i temi che più ci stavano a cuore. Quelli più sentiti riguardavano la crisi attuale, i pregiudizi, il mondo del lavoro e le difficili scelte che esso comporta e la prima opera che ci è sembrata vicina alle nostre esigenze è stata proprio quella di Shakespeare».

Buona scelta! Se infatti pensiamo ai temi portanti del Mercante di Venezia, troviamo: scontro etico, sociale e culturale, conflitto fra amicizia e amore, potere del denaro, lealtà e giustizia. Questo grande drammaturgo si è distinto tra tutti gli scrittori inglesi dell’epoca per la sua capacità di regalare allo spettatore un formidabile affresco della natura umana: il mondo che sembra così equilibrato, diviso in buoni e malvagi, colpevoli e innocenti, eletti e reietti, mostra le sue crepe e si rivela fragile. Si pensa di aver capito ma ci si rende conto che la realtà è un’altra. È proprio lui che intende farci capire che tutti si preoccupano della propria sopravvivenza e della propria felicità, difendendo con forte determinazione il proprio ideale di vita come l’unico possibile, trascurando la tolleranza e confidando ciecamente nel potere del denaro.
Io da spettatrice mi sento di dire che nonostante il regista ci abbia tenuto a precisare che non vuole formare attori professionisti, loro si sono immedesimati perfettamente nei ruoli e ci hanno fatto capire il messaggio che lo spettacolo intendeva trasmettere.

il regista Marco Pernich
il regista Marco Pernich