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Li schifo e li odio

il professor Paganini


Non posso fare a meno di riconoscere che le novità e le differenze sono sempre un problema. Da questo nasce lo stupore e l’interrogativo che nutre la filosofia.
Ma alle domande è possibile rispondere seriamente o in maniera rozza, cercando scorciatoie di comodo.
Le scorciatoie, però, hanno il fiato corto…

L’Italia è spaccata su tante cose, la Lombardia è spaccata, e anche le nostre classi.
Io non voglio certo negarlo: immigrati e zingari possono essere un problema. Dove c’è immigrazione recente o ci sono differenze vistose nello stile di vita sorgono inevitabilmente contrasti sociali: è un dato di fatto.

Come rispondere?
Quella del semplice rifiuto mi sembra una risposta immatura ed infantile, un vano modo di cercare inutili scorciatoie.

Cito, errori compresi, dal noto libro a cura di Marcello D’Orta, Io speriamo che me la cavo

É giusto, secondo te, disprezzare i negri e quanti altri non sono come noi?
Ora io già lo so che tutti diranno che non è giusto, ma io invece dico che è giusto: infatti io credo che gli uomini non sono tutti uguali, ci sono i belli, i brutti, gli alti, i bassi, gli intelligenti e i scemi. così ci sono pure i popoli diversi. Per esempio, io ai tedeschi li schifo e li odio perché fanno scoppiare sempre la guerra, agli inglesi li schifo e li odio perché dicono che sono migliori di tutto il mondo, ai francesi li schifo e li odio perché fanno sempre la guerra del vino con noi. Ai negri io non li schifo e li odio perché non mi hanno fatto niente, però puzzano, e per questo mi fanno un po schifo.
A me mi piace solo l’Italia!!!

Non aggiungo commenti, per ora. Ognuno ci pensi.

Preoccupato, ma solidale.

“Dietro le mura degli allevamenti, gli animali destinati a diventare capi d’abbigliamento subiscono quotidianamente sevizie di ogni genere: ammassati l’uno sull’altro dentro gabbie dalle dimensioni di un foglio di giornale, privati di qualunque istinto naturale, essi assumono comportamenti ossessivamente ripetitivi e spesso autolesionistici. La rete metallica, fondo della gabbia, è causa di deformazioni e dolorosissime piaghe sulle loro zampe. Dopo interminabili e atroci sofferenze, il destino degli animali è una morte agonizzante, provocata con scosse elettriche, camere a gas, bastonate e scuoiamenti anche da vivi”. Leggo queste parole su un volantino che mia figlia ha scritto prima di iniziare uno sciopero della fame davanti a La Rinascente di Milano per protestare contro l’industria della pelliccia. Io le ho detto tutto il mio disaccordo, perché come padre sono preoccupato per la sua salute e perché ritengo che la sua iniziativa non sortirà nessun effetto. Ma voglio ugualmente dare eco a una denuncia che condivido: se anche una sola persona in più prenderà coscienza di quanto orrore c’è dietro un certo mercato dell’abbigliamento, molto apprezzato anche dai giovani, la sua protesta non sarà stata del tutto inutile. E io sarò contento di aver avuto un po’ di torto nello scoraggiarla.

La colletta alimentare

Ieri si è tenuta la decima edizione della colletta alimentare a cui hanno partecipato davvero tanti studenti provenienti da molte classi dell’ istituto. Devo dire che è stata un’esperienza davvero unica, il tempo è stato clemente con noi (l’anno scorso nevicava!) la gente un po’ meno. Si incontrano così tante persone all’ingresso di un supermercato di sabato pomeriggio, ma solo poche sono disposte ad ascoltare e ad impegnarsi anche in un piccolo gesto quale l’acquisto di una scatoletta. Eppure basta il sorriso di uno a far dimenticare la diffidenza e il disinteresse di tanti.
Io consiglio a tutti di partecipare l’anno prossimo, perchè come si suol dire in inglese: the more, the merrier!
per saperne di più andate sul sito del banco alimentare, all’indirizzo web: www.bancoalimentare.it

decima colletta alimentare

una formica carica di generi alimentari
Partecipa con noi

sabato 25 novembre 2005

alla decima edizione della

Colletta Alimentare

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Un piccolo gesto,
perché l’umanità che hai dentro
cresca nell’incontro con l’altro.

un\'altra formica che porta viveveri

Se vuoi partecipare, dai il tuo nome
in quinta E ( Valentina e Ludovica ),
in quinta C ( Greta ),
o in seconda B ( Chiara ).

Ci troviamo sabato 18/11 alla quinta ora in aula T27 (prima B)

Cicomondo: percorso Puro Cioccolato

Nel mese di Febbraio è stata proposta alle classi prime l’ iniziativa “Cicomondo”. Gli incontri, tenuti durante le ore di lezione da una rappresentante di questa organizzazione, trattavano il tema dello sfruttamento dei lavoratori nelle piantagioni di cacao di Africa e Sudamerica. Il tutto ha avuto inizio con un gioco grazie al quale abbiamo capito la distribuzione della popolazione e delle ricchezze nel mondo.
Solitamente vediamo il cioccolato sotto forma di barrette e gustosi dolcetti, ma com’ è fatto realmente in natura? Come arriva sino a noi? Tramite interessanti diapositive lo abbiamo scoperto. Mi credereste se vi dicessi che per forma e dimensioni è in tutto e per tutto simile ad un pallone da Rugby? Certamente è più saporito! Ci è stato inoltre presentato il MERCATO EQUO-SOLIDALE che, per chi non lo sapesse, è un’alternativa al commercio tradizionale, nato per combattere il divario tra il guadagno effettivo degli agricoltori e quello delle Multinazionali del cacao.
Grazie a questi incontri abbiamo scoperto quello che si nasconde dietro alle nostre squisite barrette di cioccolato, squisite PER NOI e spesso fonte di sfruttamento PER ALTRI.
Invitiamo anche coloro che non hanno seguito questi incontri ad avvicinarsi ai prodotti del mercato equo-solidale, altrettanto buoni e garantiti.
Jinzo 1F

NON MI RASSEGNO!!!!

Inutile, io non mi rassegno. Rinnovo l’invito a tutti gli studenti del Calvino a fare volontariato al canile. perchè farlo? Ci sono tanti motivi, tutti validi. Per cominciare perchè fate del bene in primo luogo a quelle povere bestiole e, in secondo luogo, a voi stessi (vi pare poco?). Inoltre se amate gli animali può essere una buona occasione per conoscerli meglio e per stare con loro. Molti di noi non hanno la possibilità di avere cani perchè la casa è piccola, o perchè i genitori sono contrari o ancora perchè di casinisti in casa, tra gatti, pesci, conigli, pappagallini e fratellini/sorelline, ce ne sono abbastanza! Venendo al canile potete coccolarvi tutti i cani che volete, avete solo l’imbarazzo della scelta! Di sicuro non si azzardano a perdere neanche una delle vostre carezze. Ricordo che non è un impegno fisso, solitamente io ci vado appena ho un pomeriggio libero (come voi studenti ben sapete, in realtà sono più rari delle mosche bianche!!!).
Non c’è pericolo che i cani vi trasmettano chissà quali malattie o vi sbranino (anche se la fame è tanta!!), dunque non siate timorosi.
Non voglio dirvi che è una passeggiata, ci sono anche momenti in cui ti piange il cuore. L’altro giorno non è stata facile. Appena entrata ho visto una piccola bastardina beige. Con TRE ZAMPINE. TRE. Ho portato fuori anche un bellissimo pastore tedesco, al quale mancava l’estremità di una zampa di dietro, ma correva come se fosse sano. Di sicuro non poteva perdere quei pochi, unici, velocissimi momenti di libertà. Il lavoro dei volontari è molto utile. Vi ricordate quel cane depresso e terrorizzato di cui vi avevo parlato nel precedente articolo? Un ragazzo è riuscito ad acquistare un pò della sua fiducia e finalmente, anche se tremante e diffidente, è uscito dalla gabbia. E’ un chiaro segnale che il nostro lavoro serve. Un ‘altra cosa che mi ha molto colpita è stata la bellezza di alcuni animali, che non aveva nulla da invidiare ai campioni pluripremiati. C’è un Rotwailer (chiedo aiuto al Prof Pigni, so già di aver sbagliato a scrivere!) con un forte corpo scultoreo ed una testa enorme. Spero di non avere mai conti in sospeso con un simpatico cane come quello… C’è anche un cane lupo di circa2anni che sembra appena uscito !vincitore! da un concorso canino. Vi racconto brevemente altre due storie che, per chi avesse ancora dubbi, dimostrano che l’uomo è più feroce di ogni altra bestia. La prima è la storia di un Bellissimo Pitbull Rosso, RED. I suoi occhi azzurri, incastonati come gemme preziose nel suo muso, ti fissano da dietro le sbarre con rassegnata voglia di una vita normale. SI, perchè la sua vita non lo è stata. Sicuramente sognava coccole e pomeriggi a rincorrere bastoni. Sogni dilaniati, come la sua pelle, sul ring delle scommesse clandestine. Il bello è che le cicatrici non verranno mai cancellate, anche perchè nessuno (non è cmq da biasimare) è disposto ad adottare un cane con quel passato di violenze. L’ultima storia che vi racconto è quella di un bellissimo Setter da caccia bianco, abbandonato malamente dal suo padrone perchè sordo e inutile al riporto. La sua Odissea però è inominciata in canile. Sballottolato da una famiglia adottiva all’altra, a causa della sua sordità. Trattato come un giocattolo guasto… “Scusi, mi sono accorto che è rotto, lo posso cambiare?? Tranquilli ho lo scontrino..”

ricordo il sito internet… www.canilimilano.it !!!!!!!!!!!!

“NEL MIO PICCOLO..”

Sono contenta che il mio “articolo” abbia coinvolto qualcuno. Molte volte si esita nel descrivere le proprie sensazioni davanti a delle situazioni tristi. PURTROPPO sono consapevole che le persone che coglieranno davvero il significato della mia piccola esperienza sono poche rispetto a quelle che passeranno velocemente ad altri testi con la rotellina del mouse. Per carità.. non dico che sia necessario disperarsi tutti i giorni per ogni male del NOSTRO mondo.. Semplicemente mi piacerebbe invitarvi a riflettere.. troppo spesso negli occhi della gente si vede solo superficialità.. Non sono una moralista di belle parole e alti ideali, ma non sopporto la gente che vive con il “paraocchi” e prosegue sulla sua strada. Magari non risolverò niente ma, nel mio piccolo, cerco di dare una mano. Ovviamente fa molto più comodo rimanere a casa al calduccio piuttosto che prendersi un accidente nei prati infangati in dicembre, di questo sono consapevole.. e non è masochismo che spinge persone come la figlia del prof. a prendersi cura di animali malati.. .. forse tuttavia c’è qualcosa nella natura umana che ci spinge a “mettere ordine” nei casini che l’uomo STESSO ha combinato…

CANILE: ABBIAMO BISOGNO DI VOLONTARI

Siete mai stati in un canile? Non intendo la pensioncina per cani, intendo il canile, quello vero. Io non ci ero mai stata. Mia madre fa la volontaria lì un giorno alla settimana.I cani sono più di 300 e i volontari non molti. Mi ha sempre chiesto di andare con lei ma studio e impegni me l’hanno sempre impedito. Martedì scorso mi sono decisa. Abbigliamento modello “lotta nel fango”: scarpe rovinate, jeans da buttare, guanti e maglioni pesanti. Carichiamo in macchina vecchie coperte, tante scatole di cibo e biscottini per cani..
Appena arrivati, scendo dalla macchina. Mi si gela il cuore. Non eravamo ancora entrati dal cancello che già si sentivano centinaia di voci ormai consumate a furia di abbaiare.. Mi faccio forza ed entro. “Vidi cose che ridire né sa né può chi di là su discende..” questa frase Dantesca esprime al 100% la mia difficoltà nel riuscire a descrivere quel che ho provato.. Camminando titubante fra le gabbie, alla mia destra e alla mia sinistra, cani di ogni razza, età e taglia spingevano il loro muso fra i buchi delle reti, cercando di farsi notare il più possibile.. vi garantisco che avrei preferito non notarli.Non riuscivo a trattenere le lacrime. Mi avvicino al volontario più esperto che mi dà in mano qualche guinzaglio e mi consiglia, data la mia scarsa esperienza, di occuparmi dei cani più “CALMI”. Avevo solo l’imbarazzo della scelta. Quasi mi dispiaceva fermarmi davanti a una gabbia piuttosto che ad un’altra perché,al mio arrivo, tutti si spingevano per attrarre la mia attenzione. Con il magone mi fermo davanti a un cagnolino beige, che dalla disperazione non aveva più un fil di voce. Apro la porticina e, con mio grande stupore, vengo accolta come se fossi una padroncina tanto attesa. Fra scodinzolate e salti riesco a mettergli il guinzaglio.. Lo porto nei campi che circondano il canile, mentre corro e gioco insieme a lui, gli regalo un biscottino e una bella dose di coccole. Perché tanta ansia di uscire, vi chiederete voi. Bè.. Vi basti sapere che ci sono cani che, a causa della mancanza di volontari, non escono dalle loro cucce anche per più di 4giorni.. Cerco di fargli godere al massimo quei pochi minuti di libertà che gli restano.. ad un tratto si ferma.. annusa l’aria e mi guarda.. chissà.. forse ha sentito un odore che gli ricorda la sua vera casa. Con un po’ di tristezza nel cuore lo riporto dentro.. gli tolgo il guinzaglio.. gli regalo un altro biscottino, come per farmi perdonare.. Camminando alla ricerca del prossimo prescelto noto una porticina dalla quale non proviene alcun rumore.. Guardo dentro.. un cane nero, dolcissimo, appena mi vede, si rifugia nella sua cuccetta.. mi avvicino con un biscottino ma appena allungo la mano inizia a tremare. “Non c’è verso di farlo uscire da lì.. Sono mesi che ci proviamo. Non ha mai messo il muso fuori.” Una voce da dietro mi informa. Quel cane dev’esser stato picchiato così forte dal suo “padrone” che alla sola vista dell’uomo si terrorizza. Non potevo crederci. Più o meno la stessa storia anche per un bellissimo asky che,uscito dalla gabbia, per tutto il tragitto non ha alzato lo sguardo da terra. Porto fuori altri cani, uno mi colpisce in modo particolare.E’ un lupo beige. Mi riempie di feste, gli metto il guinzaglio e inizia lo show..sembro una debuttante di sci d’acqua.. MI HA PORTATA a spasso lui nel fango.. corre ad una velocità imbarazzante! Ad un tratto mi si avvicina, mi salta sul petto con le zampe. Noto qualcosa fra il pelo, del sangue. Non ci crederete, aveva una ferita aperta fino all’osso. ADESSO SVENGO. Mi faccio forza, lo riporto dentro.Il volontario ne era a conoscenza, la metà dei cani sono ridotti così. Sta venendo buio. E’ arrivato il momento di andare. Ripercorro ancora una volta quel tragitto, tra le povere bestiole. Sembrano aver capito che anche per oggi la loro speranza di uscire è andata in fumo. Con la coda dell’occhio noto delle gabbie riparate con una luce rossa per mantenere la temperatura ad un buon livello, nelle gelide giornate d’inverno. CHI SONO QUESTI PRIVILEGIATI? Mi avvicino, guardo attraverso la fessura.. erano le cuccette per le cucciolate e i cani gravemente malati .. con mio grande stupore scorgo tra la paglia una femmina di Labrador con ben DODICI cucciolini..quella visione era la ricompensa per tutta la tristezza che avevo provato quel pomeriggio. Mi raccomando, se volete un cane fregatevene del pedegree, della razza pura. Ci sono centinaia di cani piccoli e grandi,di razza e non, altrettanto belli e bisognosi di affetto.. per di più ve li regalano volentieri.
Sono sicura che ci tornerò. E spero che qualcuno di voi voglia venire con me. Immaginate se il vostro cane stesse in quelle condizioni. Hanno bisogno di noi. Dimostriamo ai cani che siamo davvero i loro migliori amici. Se volete consultare il sito internet per vedere le foto anche dei cani di cui vi ho parlato andate su www.canilimilano.it nella sezione dedicata a Rozzano, per info: CHIEDETE DI ME isabella in 5Bliceo

un ospite del canile in gabbia
un ospite del canile in gabbia

Una giornata in caritativa

Sabato 5 novembre 2005, ore 14,30:
quattro persone mi aspettano davanti alla scuola. É la prima volta per loro in caritativa:vedere i loro volti preoccupati mi ha fatto tornare alla mente la mia prima esperienza con persone disabili. É stato tanto tempo fa, però ricordo ancora ogni momento e ogni emozione:ero spaventata da quella realtà cosi diversa dalla mia, ma allo stesso tempo ero felice di poter donare una piccola parte del mio tempo a qualcuno che aveva bisogno solo di un po’ attenzioni.
A noi sembra un gesto banale, sembra quasi di non fare abbastanza per loro, o addirittura ci sembra di non donare loro nulla, ma in realtà ciò che facciamo per queste persone così sfortunate è incredibile:con noi accanto non si sentono soli.
Il sentirci semplicemente vicini fa capire loro quanto sono importanti.
All’inizio è difficile perché ci si ritrova catapultati in un mondo completamente diverso:si ha solo voglia di piangere, gridare e disperarsi;ci si chiede perché delle persone uguali in tutto e per tutto a noi debbano essere così sfortunate da non poter avere una vita normale.
Poi però la disperazione lascia il posto al desiderio di renderle felici, anche solo per poco.
così, mentre aiutiamo gli altri impariamo anche a conoscere noi stessi.
Questo gesto, che sembrerebbe gratuito,in realtà ci regala tantissimo: perché attraverso la caritativa non solo doniamo amore, ma ne riceviamo molto di più.
La caritativa è un’esperienza bellissima, che aiuta a capire quanto possiamo fare per gli altri grazie a piccolissimi,ma allo stesso tempo grandissimi, gesti.

Saremmo davvero felici se anche altri decidessero di vivere insieme a noi questa bellissima esperienza!
Andiamo un sabato pomeriggio ogni quindici giorni all’ istituto “S. Famiglia” di Cesano Boscone. Lì ci incontriamo con ragazzi di altre scuole e passiamo un’ora insieme ai malati. Non facciamo niente di particolare: stiamo solo in compagnia! Se siete interessati date il vostro nome in 5B.

Gloria